Non c’è pace nemmeno dopo la morte per Pamela Genini, la 29enne della Valle Imagna uccisa lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin con 30 coltellate nel suo appartamento di Milano.Durante le operazioni di spostamento del feretro dal loculo provvisorio alla tomba di famiglia nel cimitero di Strozza, i necrofori hanno fatto una scoperta macabra: la bara era stata forzata e il cadavere della giovane era stato profanato.
La testa di Pamela è stata asportata e rubata.I profanatori hanno agito con una precisione quasi chirurgica. Hanno rimosso le viti originali della bara (un blocco di legno e zinco pesante oltre un quintale), sostituito il mastice con del silicone ancora fresco, tagliato la lastra di zinco, decapitato il corpo e poi richiuso tutto con estrema cura, ricollocando persino i fiori e il pannellino interno per non far sospettare nulla.
Sul feretro sono state trovate tracce d’acqua, segno che probabilmente l’atto è stato compiuto di notte durante una pioggia.La Procura di Bergamo, guidata dal pm Giancarlo Mancusi, sta indagando per vilipendio di cadavere. Tra le ipotesi più inquietanti c’è quella di una richiesta estorsiva: i familiari di Pamela avrebbero ricevuto minacce legate a somme di denaro presenti sul conto della ragazza.La criminologa Roberta Bruzzone ha commentato che un atto di violenza così estremo dopo la morte rappresenta un chiaro messaggio di controllo e dominio verso chi resta: "Non è finita". Mentre gli inquirenti visionano le telecamere del cimitero, resta il mistero su chi abbia compiuto questo abominio e soprattutto dove sia finita la testa di Pamela.