Il clima globale si prepara a una scossa di grande intensità. Le ultime proiezioni dei modelli stagionali indicano con probabilità molto alta l’arrivo di un El Niño eccezionalmente forte tra l’estate e l’autunno 2026, al punto da poter essere definito “Super El Niño”. Secondo il meteorologo Ben Noll del Washington Post e gli esperti di 3bmeteo che analizzano il modello europeo ECMWF, le anomalie termiche nel Pacifico equatoriale stanno raggiungendo livelli compatibili con i grandi eventi distruttivi del passato.Un Super El Niño si verifica quando le temperature della superficie marina superano di almeno 2 gradi la media stagionale.
Si tratta di un fenomeno raro, che si manifesta ogni 10-15 anni, ma capace di stravolgere il meteo mondiale in modo più violento, persistente e diffuso rispetto a un El Niño normale. Paul Roundy, docente di scienze atmosferiche alla State University di New York, avverte che esiste il potenziale reale per assistere all’evento più forte degli ultimi 140 anni. La situazione appare ancora più preoccupante perché gli oceani non sono riusciti a dissipare il calore accumulato negli anni precedenti, trasformandosi in una vera e propria polveriera energetica.Le conseguenze si faranno sentire su scala planetaria. In Europa e negli Stati Uniti ci si aspetta un’estate caratterizzata da ondate di calore più frequenti, intense e con alti tassi di umidità.
Al contrario, regioni come Indonesia, India e Caraibi rischiano siccità severe che potrebbero mettere in ginocchio l’agricoltura, mentre Perù, Ecuador e Africa orientale potrebbero essere colpiti da alluvioni e piogge torrenziali. Anche l’attività dei cicloni tropicali subirà variazioni significative, con un probabile aumento dei tifoni nel Pacifico e una possibile riduzione degli uragani nell’Atlantico. Il 2026 rischia così di trasformarsi in un anno di record meteorologici estremi.