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Famiglia nel bosco, accuse alla casa-famiglia: "Tv e zuccheri, come li costringono a vivere"

di Redazione giovedì 16 aprile 2026

2' di lettura

C’è un filo rosso che attraversa la nuova relazione depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila: non è solo la separazione familiare ad aver inciso sulla vita dei tre bambini della famiglia del bosco, ma anche un cambiamento radicale dello stile di vita. Alimentazione, sonno, ritmi quotidiani e perfino il modo di giocare: tutto, secondo i consulenti della difesa, sarebbe stato stravolto, con effetti che destano preoccupazione sul piano psicologico.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello parlano apertamente di una condizione di “sofferenza psicologica” che, se protratta, potrebbe evolvere in forme depressive. Ma il punto centrale della loro analisi è un altro: il passaggio da uno stile di vita naturale e attivo a uno caratterizzato da consumo di zuccheri, esposizione quotidiana alla televisione e riduzione drastica dell’attività fisica.

Prima dell’allontanamento dal casolare di Palmoli, i bambini seguivano una dieta essenziale: verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca, senza prodotti industriali. Oggi, secondo la relazione, il quadro è opposto. L’introduzione di alimenti confezionati e ricchi di zuccheri avrebbe generato comportamenti nuovi, descritti come compulsivi. Durante le videochiamate con la madre, i piccoli chiederebbero dolci in modo insistente, quasi a compensare un disagio emotivo più profondo. Per i consulenti, non si tratta solo di un cambiamento alimentare, ma di un segnale: il cibo diventa rifugio, risposta a una tensione interna.

Accanto al tema dell’alimentazione emerge quello della televisione. Prima assente, ora quotidiana. I bambini guarderebbero cartoni animati, film e videoclip anche con contenuti espliciti o violenti. Questo elemento, combinato con una vita più sedentaria, segna una rottura netta con il passato: niente più giornate all’aria aperta, niente contatto costante con la natura e con gli animali, ma una routine chiusa, regolata da schermi e inattività.

Le conseguenze, secondo gli esperti, si riflettono anche sul sonno. I tre fratelli avrebbero difficoltà ad addormentarsi, un riposo agitato e frequenti risvegli notturni. Se da un lato il trauma della separazione gioca un ruolo evidente, dall’altro la nuova esposizione a stimoli come tv e zuccheri contribuirebbe ad alterare ulteriormente i ritmi biologici. Il quadro complessivo delineato nella relazione è quello di uno “sradicamento affettivo”. I bambini si troverebbero sospesi tra due mondi: la famiglia d’origine e la nuova realtà della casa famiglia di Vasto. La richiesta dei consulenti è chiara: ristabilire al più presto una continuità affettiva per evitare un aggravamento del disagio.

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