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Nicole Minetti, ecco le carte: altro che Nordio. "Se qualcuno ha sbagliato..."

di Massimo Sanvito mercoledì 29 aprile 2026

4' di lettura

Il decreto del Tribunale per i minorenni di Venezia è datato 19 luglio 2024. È il documento, di cui Libero può darvi conto, con cui è stata dichiarata «efficace» in Italia l’adozione del figlio di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, già certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale uruguayano di Maldonado. Nel decreto si legge che Minetti e Cipriani «sono stabilmente conviventi da oltre cinque anni» e che «vivevano ininterrottamente da oltre due anni in Uruguay al momento dell’adozione» ma soprattutto che il minore per cui chiedevano di riconoscere l’adozione «si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con “separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale”».
Proprio per questo i giudici veneziani hanno ritenuto «sussistenti» i presupposti «per dare riconoscimento» alla sentenza di adozione. Dunque, se c’è stato un errore nella concessione della grazia all’ex consigliera regionale lombarda di Forza Italia questo non è ascrivibile al Ministero della Giustizia o al Quirinale.

Alla luce di questa documentazione ufficiale, infatti, lo scorso 9 gennaio la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano ha espresso «parere favorevole» all’istanza di grazia. Tra i motivi addotti dalla stessa Minetti, oltre alla giovane età in cui era stata coinvolta nelle note vicende e al successivo cambiamento di stile di vita, anche la “costituzione di un nucleo famigliare” e “l’adozione di un minore con gravi problemi di salute che necessita di attenzioni e cure significative”. Questi dati, si legge nel documento firmato dal sostituto procuratore Gaetano Brusa, «trovano riscontro nella documentazione offerta in produzione» e «sono indicativi di una radicale presa di distanza dal passato deviante e di una seria e concreta volontà di riscatto sociale». E ancora: «La regolarità della condotta tenuta da Minetti nel corso degli anni successivi conferma come la spinta criminale abbia avuto origine in condizionamenti esterni, ormai esauriti e dai quali la condannata ha dimostrato di essere a oggi persona impermeabile». Su questi pareri si sono poi espressi il Ministero della Giustizia e il Presidente della Repubblica.

NUOVI ACCERTAMENTI
In ogni caso, per fare piena chiarezza, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha richiesto «accertamenti urgenti» e «a tutto campo» su «fatti gravissimi» da effettuare attraverso l’Interpol. I magistrati vogliono informazioni anche dall’Uruguay «su tutte le persone» di cui ha parlato il Fatto, compresa la documentazione del tribunale del Paese sudamericano sulla causa del minore adottato da Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Raccolti tutti gli elementi, verrà inviato un parere al Ministero della Giustizia. I pm Nanni e Brusa, ieri, hanno poi rispedito al mittente ogni illazione su eventuali falle che possano aver portato a una concessione “allegra” della grazia all’ex igienista dentale. «Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l’interesse di tutti è chiarire i fatti», hanno spiegato. «Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti», ha precisato Nanni.

Il lavoro dei prossimi giorni, ha sottolineato il Brusa, è già tracciato: «Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle nostre forze di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria». Tradotto: se per il parere “grazia sì, grazia no” la Procura, come da prassi, si è attenuta allo schema del Ministero, in seconda battuta i magistrati non avranno alcun vincolo. Verifiche e accertamenti liberi, a 360 gradi, per «indagare i dati che prima non emergevano» e sviscerarli «con tutti gli strumenti a disposizione».

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La domanda è: cosa potrà succedere una volta finiti i controlli extra? Si potrebbe arrivare «a una modifica del nostro parere», ha chiarito la procuratrice Nanni. Poi toccherà nuovamente al Ministero della Giustizia e quindi al presidente della Repubblica. In base a eventuali nuovi elementi la grazia a Nicole Minetti (grazia condizionata alla non commissione nei successivi cinque anni di ulteriori reati) potrebbe anche essere revocata. Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica. Quanto all’ex igienista dentale, stando a ciò che trapela dai corridoi della procura milanese, non si esclude un’indagine a suo carico qualora emergano davvero «elementi incongruenti». Intanto, dall’ospedale di Padova, il professor Luca Denaro, direttore dell’Unità di Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale «ribadisce di non aver mai avuto contatti con Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino», si legge in una nota dell’azienda ospedaliera universitaria. Il nome del prof è tra quelli pubblicati dal Fatto in merito alla trafila che ha portato alla concessione della grazia.

Non solo. Nei database dell’ospedale San Raffaele di Milano, anch’esso citato dallo stesso giornale, non figurerebbe il nome del minore adottato. Dall’Urugay, invece, è Yuria Troche a parlare, ovvero la legale che tutelò il minore poi adottato in un primo periodo dell’iter, prima che prendesse il suo posto l’avvocato Mercedes Nieto, morta nel 2024 insieme al marito in circostanze ancora poco chiare. «Furono rispettati tutti i requisiti legali richiesti», ha detto al portale online della radio Fm Gente. E i genitori biologici del bambino? «Lo avevano abbandonato molti anni prima» e non hanno risposto a «numerosi tentativi di contattarli».

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