Cosa succederebbe in caso di revisione del processo ad Alberto Stasi? Dopo la notizia di Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia per il delitto di Garlasco e convocato in procura il prossimo 6 maggio con un nuovo capo di imputazione, Giada Bocellari, legale storico di Stasi, all'Ansa ha detto: "Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo richiesta di revisione". Stasi, ex della vittima Chiara Poggi, al momento è l'unico condannato in via definitiva per il delitto e sta finendo di espiare la pena a sedici anni di carcere in regime di semilibertà.
Stasi, che è ammesso al lavoro esterno, lavora come contabile in uno studio. E anche questa mattina, poco dopo le 8, è uscito dalla casa penitenziaria di Bollate, vicino a Milano, per andare al lavoro. E lì, Intercettato da Mediaset, si è limitato a dire: "Non ho dichiarazioni da fare, aspettiamo. Se mi sento meglio? Non è questo il punto".
"Quella di Pavia è una bella storia di giustizia che funziona", ha commentato all'Adnkronos il giornalista Gianluigi Nuzzi, conduttore di Dentro la notizia e Quarto grado. La Procura di Pavia "ha sempre avuto un atteggiamento molto lineare nella nuova inchiesta e ha sempre ipotizzato la presenza di un unico soggetto - ha spiegato -. Ne esce un’immagine terrificante di un ragazzo che viene rifiutato, respinto da un approccio sessuale e che compie un delitto in più fasi, con una rabbia che va oltre quello che qualsiasi persona normale può solo immaginare".
Nuzzi si è augurato che eventuali responsabilità vengano chiarite fino in fondo: "Mi auguro che se Sempio dovesse risultare colpevole chi ha sbagliato e lo ha fatto intenzionalmente, venga perseguito. Chi sbaglia deve pagare. Purtroppo in Italia, il più delle volte, chi sbaglia non paga". E ancora: "In caso di colpevolezza di Sempio, dall’altra parte c’è un Alberto Stasi che dovrebbe essere risarcito e che ha avuto comunque una vita segnata per sempre. Spero che in futuro non staremo qui a occuparci di un errore giudiziario su Sempio. La circolarità dell’errore non è ammessa. Oggi la scienza forense ha strumenti diversi rispetto a quando Stasi venne valutato. Speriamo in una giustizia attenta".