Un caso inquietante a Casarsa accaduto ieri, venerdì 1° maggio. Una bambina costretta a indossare l'hijab, il velo islamico. La bimba, di soli cinque anni, si trovava nel passeggino. La madre, apostrofata da un passante, ha risposto in lingua araba. Come riporta il Gazzettino, da quel momento è scoppiata una lite al semaforo, placata solo da alcuni passanti. Anche la madre portava il velo. Ma rientra in un contesto piuttosto diverso: lei ha scelto di indossare l'hijab, sua figlia no.
"Perché ha coperto in quel modo sua figlia?", le ha domandato un residente senza alzare la voce. Lei, stizzita, ha replicato in lingua araba servendosi anche di gesti. La traduzione era impossibile, mai toni erano comunque accesi. Poi l'unica frase in italiano: "Giusto", accompagnata da un gesto: la madre ha estratto anche un cappellino, lo ha posizionato sul capo già coperto della piccola e lo ha stretto a fondo, oscurando anche gli occhi della piccola, che a quel punto è scoppiata a piangere. Una vera e propria costrizione.
Badate bene. Una bambina di cinque anni che indossa un velo è un fatto inconsueto anche nei Paesi islamici più oltranzisti. L’uso del velo, solitamente, è considerato (ove non imposto) solamente a partire dalla pubertà. Cioè da quando una ragazza affronta le prime mestruazioni.