LNella città di Giovanna d’Arco, oggi, insegnano gli islamisti. Mohammad Javad Saeli, dottorando iraniano di 36 anni che tiene lezioni di “introduzione al diritto” alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Orléans, è stato sospeso lo scorso 1° aprile in seguito a una serie di dichiarazioni inquietanti e minacce di matrice islamista sullo sfondo della guerra in Iran. Responsabile dei seminari dal 2021, fino a pochissimo tempo fa non era mai stato oggetto di segnalazioni particolari.
«Mi era stato descritto come una persona affabile e apprezzata dagli studenti», ha detto al Figaro il rettore dell’Università di Orléans, Éric Blond. Tutto sarebbe precipitato il 28 febbraio, il giorno dell’operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminata con la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. «Ci aveva già parlato della Palestina e di Gaza durante le lezioni, dei “grandi errori dell’uomo”, ma la cosa non aveva assunto proporzioni deliranti», ha detto al Figaro in forma anonima uno studente del primo anno di giurisprudenza, aggiungendo: «Ultimamente, il suo discorso si era radicalizzato. Tornava su questo argomento con insistenza, come se dovessimo necessariamente schierarci tutti dalla sua parte. Personalmente, la cosa mi ha messo a disagio».
Il 27 marzo, durante la discussione della sua tesi di dottorato in diritto comparato, Mohammad Javad Saeli, di fronte alla commissione, dedica la sua ricerca all’ayatollah Khamenei. Il suo relatore lo esorta a restare sull’argomento della sua tesi intitolata La copertura dei rischi catastrofici tramite Insurance-Linked Securities: studio di diritto comparato. Ma, invece di accogliere la richiesta, il dottorando e insegnante iraniano continua a moltiplicare i riferimenti politici e religiosi in relazione al conflitto israelo-palestinese, costringendo la commissione a interrompere la discussione della tesi. Informato dell’episodio, il rettore dell’università decide di sospenderlo, ma sentendosi vittima di un’ingiustizia il 36enne invia una mail di protesta ai suoi studenti, accusando la direzione di volerlo umiliare e invitando i suoi «cari studenti» a entrare nella «resistenza» e a partecipare alla lotta «per l’umanità».
Un messaggio accompagnato da altri più espliciti pubblicati sul suo profilo LinkedIn «in nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole» e contro «la rete capitalista-sionista». Sul social attacca il presidente della commissione di discussione della sua tesi, il suo relatore e persino il rettore dell’università. E martedì, dopo aver lanciato una petizione online a favore del suo reintegro all’Università di Orléans, scrive queste parole: «Un castigo imminente vi colpirà (...) temete il castigo del Signore dell’Universo e il Giorno del Giudizio. (...) È da Allah che tornerete, Egli è Onnipotente. Sottomettetevi a Lui». Il messaggio di troppo, che ha spinto l’università a segnalare Mohammad Javad Saeli alla giustizia. Da venerdì è sotto inchiesta per «istigazione diretta a un atto di terrorismo online», «apologia pubblica di un atto di terrorismo online» e «violenza o atto di intimidazione nei confronti di una persona incaricata di una missione di servizio pubblico». La procura ha richiesto la custodia cautelare in attesa dell’udienza prevista domani.