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Andrea Sempio, ecco perché l'audio smentisce ogni suo racconto

di Alessandro Dell'Orto giovedì 7 maggio 2026

4' di lettura

E venne il giorno della chiusura delle indagini su Andrea Sempio, comunicata giovedì 7 maggio dalla Procura di Pavia, che lo ritiene unico responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007. Si chiude così l'inchiesta aperta il 21 febbraio 2025 e che vedeva Sempio come unico indagato. Un cerchio che si è chiuso dopo l'interrogatorio di Sempio, durante il quale gli investigatori hanno calato il jolly di alcune intercettazioni ambientali che, si è scoperto all'ultimo, essere l'architrave della nuova inchiesta. Contestualmente, la Procura di Pavia ha fatto sapere che provvederà ad inoltrare al pg di Milano la richiesta e i documenti necessari per avviare l'iter di revisione del processo ad Alberto Stasi. Di seguito, vi proponiamo l'articolo di Alessandro Dell'Orto in cui si spiega, punto per punto e dettaglio per dettaglio, perché l'intercettazione ambientale resa nota dagli inquirenti potrebbe smontare tutti i cardini della difesa di Andrea Sempio.

Ha sempre detto, ripetuto e ribadito nelle interviste e nei salotti tv, davanti a milioni di telespettatori - che lui «la Chiara», non la conosceva proprio. Che l’ha vista solo qualche volta, una decina e non di più. Che, al massimo, l’ha incrociata casualmente nella villetta di via Pascoli mentre era a giocare al pc con il suo amico Marco, nonché fratello di lei. E che una volta, essendo seduto sul suo letto, quando l’aveva vista si era alzato imbarazzato, scusandosi. Niente di più. Nessun rapporto confidenziale, nessun dialogo, nessuna telefonata. Niente di niente. Andrea Sempio è sempre stato molto attento a bilanciare le parole davanti ai taccuini e alle telecamere, ma si sarebbe “fregato” quando era solo - pensando di non essere ascoltato - per quel suo vizio di parlare ad alta voce al volante. Già, perché il 14 aprile 2025, secondo un’esclusiva del Tg1, l’indagato per il delitto di Chiara Poggi (avvenuto il 13 agosto 2007) si sarebbe lasciato andare a riflessioni compromettenti intercettate dai carabinieri di Milano che, ora, potrebbero incastrarlo.

Sempio quel giorno - circa un mese dopo aver saputo della nuova indagine sudi lui e senza sospettare di avere una cimice in auto malgrado sapesse di essere stato intercettato più volte in passato (il 17 febbraio 2017, sempre da solo in macchina, parlò dell’amico suicida Michele Bertani: «Non abbiamo neanche una tomba, non abbiamo. Non abbiamo una tomba e non abbiamo niente. Non posso neanche andare a commemorarlo») -, avrebbe smentito quando sempre detto, cioè di aver chiamato, nei giorni prima del delitto, tre volte casa Poggi, ma per sbaglio solo per sapere se c’era Marco e, quindi, di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato suo fratello. In realtà invece, da quanto scrivono i carabinieri negli atti (sempre secondo l’anticipazione del Tg1), le parole registrate dalla microspia direbbero il contrario. Sempio cioè, parlando tra sé e sé, avrebbe detto: «Delle tre chiamate lei ha detto... “non ci voglio parlare con te” (imitando una voce femminile) ed era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederti” (riferendosi alla propria risposta, ndr) (poi imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù. E ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice “Non l’ho più trovato” il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) “io ho portato il video”».

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E ancora: «Anche lui lo sa. Perché ho visto... dal suo cellulare... Perché Chiara non... con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo». Quindi, sempre secondo quanto scritto sui canali social del Tg1, per chi ha ricostruito passo passo le indagini il movente del delitto di Garlasco verterebbe «oltre che su una serie di nuove prove e di incongruenze nelle ricostruzioni dei fatti da parte di alcuni testimoni, anche nei video intimi tra Alberto Stasi e Chiara Poggi».

Gli inquirenti, nelle loro ricostruzioni, dunque spiegherebbero che è «verosimile che il movente del delitto si inneschi nell’infatuazione, nella possibile prospettiva sessuale proiettata su Chiara, nell’assunto che il girato del video rappresentasse esso stesso la prova delle disinibizione della ragazza, nell’approccio approfittando dell’assenza di Marco Poggi». E soprattutto del fatto che la «ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa». Da qui, sosterrebbero sempre gli inquirenti, «sarebbe scaturito il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida. Il tutto per quello che viene definito un efferato “effetto domino”».

La difesa di Sempio - attualmente unico unico indagato al quale contestano anche la crudeltà e i motivi abietti - prova a non mostrarsi spaventata da queste novità. «Andrea commentava le trasmissioni televisive. I pm volevano che confessasse? Non può confessare quello che non ha fatto», ha spiegato l’avvocato Angela Taccia. E il collega Liborio Cataliotti ha aggiunto che Sempio «ritiene di essere in grado di spiegare le captazioni, una volta che le avrà ascoltate e contestualizzate».

Il legale poi ha precisato che sono state illustrate dalla pubblica accusa le fonti di prova «solo oralmente e senza che ci sia stata data la possibilità di ascoltare gli audio relativi a captazioni ambientali e telefoniche. La procura ha ritenuto che rappresentare fonti di prova non pregiudichi le indagini, noi non commentiamo - ha proseguito - Ci confronteremo con queste stesse fonti di prova non appena il supporto che le riassume ci verrà consegnato». E ancora: «Io non ho sentito le intercettazioni del soliloquio, pieno di nc, cioè “non comprensibile” - ha spiegato Cataliotti - Vedremo se Sempio commentava il racconto di qualcun altro, se parlava con se stesso o interloquiva con un interlocutore. L’interrogatorio è durato 2 ore e 40 minuti, noi abbiamo ascoltato passivamente la narrazione che verrà condensata in uno scritto su cui punteremo la nostra attenzione per replicare laddove possibile fin da subito, laddove non possibile più avanti».

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