La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco si trasforma in un terremoto interno all’Arma. Carabinieri che accusano altri carabinieri di avere coperto errori, omissioni e scelte investigative che, secondo la Procura di Pavia, avevano un obiettivo preciso: chiudere il prima possibile la pista alternativa ad Alberto Stasi e blindare la sua colpevolezza. Il primo colpo era arrivato – si legge sul Giornale - con la condanna per falsa testimonianza di Francesco Marchetto, comandante della stazione di Garlasco. Adesso sotto pressione finisce anche il suo superiore dell’epoca, Gennaro Cassese, accusato dello stesso reato per le dichiarazioni rese ai nuovi magistrati sulle omissioni nell’interrogatorio di Andrea Sempio. “Di quell’interrogatorio non cambierei nulla”, ha detto al Tg1, precisando di non avere ricevuto avvisi di garanzia. Il vero nodo, però, riguarda i rapporti tra gli investigatori dell’epoca e l’ex procuratore capo Mario Venditti, oggi indagato per corruzione anche in relazione al caso Garlasco.
Nelle carte del procuratore aggiunto, Stefano Civardi, emerge un episodio pesante: il 24 dicembre 2016 l’allora comandante del Nucleo investigativo di Pavia, Maurizio Pappalardo, corre in Procura e fotografa atti ancora segreti dell’indagine su Sempio. A chiamarlo, secondo gli atti, sarebbe stato con “insistenti messaggi” il maresciallo Antonio Scoppetta. Una traccia, questa, scovata dalla Guardia di Finanza dopo il sequestro del cellulare di Pappalardo, peraltro grande amico del procuratore Venditti.
Quei documenti, fotografati sul tavolo di Venditti, spariscono dai fascicoli ufficiali. Ma salta fuori, a sorpresa, una bozza della richiesta di archiviazione per Sempio con annotazioni scritte a mano, poi recepite nella versione definitiva. È il cosiddetto “fascicolo P”, intestato proprio al neo-indagato nel 2017. Chi le abbia fatte queste annotazioni resta un mistero. Secondo Civardi, anche le verifiche sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi furono gestite senza approfondimenti. E mentre Sempio veniva archiviato in fretta, Stasi restava in carcere.