Giacomo Bongiorni, 41 anni, è morto lo scorso 11 aprile a Massa per i pugni ricevuti e la conseguente caduta a terra, avvenuta davanti al figlio di 11 anni e alla compagna, durante uno scontro con un gruppo di cinque giovani.Secondo la relazione del medico legale, depositata giovedì, la morte è stata provocata da una serie di concause: i pugni dell’ex pugile diciassettenne, un calcio sferrato da uno dei maggiorenni e soprattutto il violento impatto della testa sull’asfalto dopo la caduta.Le ricostruzioni basate sulle testimonianze e sulle immagini della telecamera di sorveglianza descrivono una vera e propria aggressione. In piazza Palma, intorno all’1.20, Bongiorni ingaggia una lotta con il minorenne di 17 anni, ex promessa della boxe, che lo colpisce con due pugni da boxeur.
La vittima tenta di scappare, ma viene raggiunta e circondata dagli altri: Eduard Alin Caratasu, 19 anni (attualmente in carcere), un secondo 17enne e un 15enne.Il pestaggio è violentissimo e continuo. Alle 1.20:41 il minorenne si lancia in avanti e sferra due pugni al Bongiorni ancora in piedi.
Un secondo dopo (1.20:42) il carpentiere crolla a terra. Immediatamente l’ex pugile gli sale a cavalcioni e gli assesta altri due pugni al volto. Alle 1.20:44 Caratasu lo colpisce in faccia con un calcio di piatto. Bongiorni verrà dichiarato morto alle 1.40.Per questo omicidio sono stati arrestati tre giovani: il 17enne ex pugile, Eduard Alin Caratasu di 19 anni e un 23enne. Gli altri due minorenni coinvolti sono al momento indagati.