La dinamica della tragedia stradale costata la vita a Beatrice Bellucci, 20 anni, nella notte del 24 ottobre 2025 su via Cristoforo Colombo a Roma, cambia radicalmente alla luce della nuova perizia depositata in Procura.Secondo la consulenza dell’ingegner Mario Scipione, non ci sarebbe stata alcuna gara clandestina o sfida tra auto, ipotesi circolata nelle prime ore dopo lo schianto. La responsabilità non ricade più solo su Luca Domenico Giromonte, 22 anni, alla guida della Bmw Serie 1.La perizia ricostruisce un quadro più complesso: entrambe le vetture procedevano a velocità elevata, ben oltre i limiti consentiti su quel rettilineo.
La Bmw di Giromonte, sulla corsia centrale, supera la Mini Cooper guidata da Silvia Piancazzo — migliore amica di Beatrice e passeggera dell’auto su cui viaggiava la vittima. Poco dopo il sorpasso, la Mini accelera e tenta un controsorpasso, mentre la Bmw si sposta leggermente a sinistra, invadendo parzialmente la corsia. Il contatto avviene tra il muso anteriore sinistro della Bmw e lo sportello destro della Mini.
Da lì ha origine la violenta carambola che ha provocato la morte di Beatrice e il grave ferimento di Silvia, rimasta ricoverata per oltre quattro mesi.Secondo la ricostruzione, anche la Mini Cooper viaggiava a una velocità incompatibile con il tratto stradale. Per questo Silvia Piancazzo è ora indagata per concorso in omicidio stradale.La Procura di Roma, con il pm Andrea D’Angeli, dovrà ora ridisegnare l’impianto accusatorio alla luce di questa perizia, che distribuisce le responsabilità tra i due conducenti e ridefinisce le cause della tragedia.