Sono arrivate all'obitorio dell'ospedale di Gallarate, nel varesotto, le salme dei quattro sub italiani morti alle Maldive. I feretri, atterrati poco prima a Milano Malpensa con il volo TK1895 della Turkish Airways, resteranno composti e sotto sequestro fino a lunedì, giorno delle autopsie.
Il primo mezzo a raggiungere la morgue è stato un furgone con la cassa di legno contenente il corpo di Monica Montefalcone, seguito da un secondo con i feretri di Giorgia Sommacal e Federico Gualtieri. Per ultima è arrivata l'auto funebre con la salma di Muriel Oddenino.
Non è escluso che le quattro salme e quella di Gianluca Benedetti possano poi essere trasferite a Pavia, presso l'istituto di medicina legale dove dovrebbe essere eseguita l'autopsia, a partire da lunedì pomeriggio. Lo riferisce all'agenzia Agi l'avvocato Antonello Riccio, legale della famiglia Gualtieri. Lo stesso legale fa sapere anche che tutti i materiali recuperati (dalle telecamere GoPro alle attrezzature sub) arriveranno in Italia lunedì e saranno posti sotto sequestro.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti della squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma, per fare chiarezza sulla morte della professoressa Montefalcone e degli altri quattro sub. Gli investigatori stanno passando al setaccio le mail che la docente si era scambiata con il Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita dell'Università di Genova. In quelle missive dell'università, ipotizzano gli inquirenti, potrebbero esserci i dettagli di quanto avrebbe fatto Montefalcone ogni giorno e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche. Oltre alle mail sarebbe stato acquisito anche il 'documento di missione' contenente gli indirizzi di ricerca.
Se dovessero emergere i via libera, è sempre una ipotesi investigativa, la morte della dottoressa e dell'assegnista Oddenino potrebbe essere inquadrata come infortunio sul lavoro. L'ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che "l'attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale". A chiarire cosa abbia autorizzato l'Università, potrebbero essere le parole della professoressa Elisabetta Rampone, direttrice del Dipartimento, sentita dagli agenti della mobile. Oltre a lei, in questi giorni, gli inquirenti stanno ascoltando le altre 20 persone che erano a bordo della Duke of York, la nave della spedizione alle Maldive mentre nei prossimi giorni gli agenti potrebbero acquisire tutto il materiale cartaceo e informatico custodito al Distav.
Dal canto suo, l'avvocata Rachele De Stefanis che assiste l'entomologo forense e docente del Distav-Unige Stefano Vanin, sottolinea che "né la sottoscritta né il professore Vanin abbiamo mai rilasciato alcuna dichiarazione o riferito il contenuto delle sommarie informazioni di cui peraltro, come di rito, non abbiamo copia. Stiamo leggendo ogni giorno tante notizie inesatte e frasi asseritamente riferite. Valuteremo come tutelarci". Il professor Vanin è stato sentito dagli investigatori della squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma che indaga per omicidio colposo per la morte dei sub nella grotta di Hekunu Kandu, a poca distanza dall'atollo di Vaavu alle Maldive. L'esperto ha chiarito gli aspetti tecnici della vicenda agli investigatori. Vanin ha spiegato che lui e Montefalcone avevano chiesto l'autorizzazione all'Università per farsi riconoscere la missione e che con Albatros erano stati stipulati singoli contratti, da ognuno, come privati. In ogni caso, sempre secondo il docente, l'Ateneo non avrebbe autorizzato immersioni.