«Un ragazzo tranquillo, si è fatto sempre i fatti suoi, sempre molto sulle sue». «L’ho sempre visto da solo», «Mai venuto qua nessuno se non sua madre e suo padre, mai visto in compagnia, molto solitario». «Il suo cassonetto della carta non l’ho mai visto metterlo fuori». L’inviato di Mattino Cinque, il talk mattutino di Canale 5, intervista gli ex vicini di casa di Andrea Sempio a Vigevano. Il tentativo non è solo quello di scavare nella psicologia dell’uomo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, ma di cogliere anche qualche eventuale contraddizione nella ricostruzione delle sue abitudini quotidiane.
Si torna in studio e la conduttrice Federica Panicucci torna sulla famigerata intercettazione datata 21 marzo 2025. «Secondo loro adesso si possono leggere, che una volta erano illeggibili... - dice Sempio riferendosi agli inquirenti di Pavia che poche settimane prima l’avevano iscritto nel registro degli indagati e ai bigliettini di carta buttati nell’immondizia -. E poi degli oggetti che non sono stati nominati ma Angela alla fine è riuscita a farsi dare il CD con il coso...».
«Tanti si sono concentrati sul Fruttolo, chiedendosi come possa essere possibile che lui sapesse che quella mattina Chiara Poggi lo avesse mangiato», sottolinea la Panicucci focalizzandosi su una delle incongruenze dell’amico di Marco Poggi. Gli ospiti passano poi a commentare i test psicologici e i riferimenti a satanismo, omicidi e predatori sessuali nei suoi appunti così come i suoi sogni violenti. Grazia Longo parla di “immaturità” e Panicucci contesta: «Toglierei immaturità, una persona immatura non fa questi sogni». Quando Emanuela Carcano paragonai pensieri di Sempio a pratiche bondage, la padrona di casa non si trattiene e sbotta. La sua tirata è soprattutto un messaggio per gli spettatori che seguono da casa, molto chiaro e netto, anche per non fare concessioni a forme di voyeurismo o scivolare nella più semplice morbosità: «Non voglio veicolare messaggi che normalizzino pensieri sullo stupro, sull’aggressione in generale, non posso e non voglio veicolare e normalizzare questo tipo di comunicazione - conclude Panicucci -. Non mi si dica che è immaturo, non lo voglio fare».