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Pordenone, cornacchia attacca i passanti: "Va abbattuta". E scoppia la polemica

di Luca Puccini mercoledì 3 giugno 2026

3' di lettura

Nera come la pece, anche se tecnicamente il suo corpo è grigio: ma quella testa corvina, le zampe, il becco, perfino gli occhi sembrano un mantello nell’oscurità. È intelligente come pochi, opportunista come molti e aggressiva quando (le) serve. La cornacchia di Pordenone è già un caso. Lì, sui tigli della città, soprattutto su quelli di via Damiani, nei quali ha fatto il nido: giorno e notte, sempre all’erta, vigile, non sta ferma un attimo. Difende, legittimamente, i suoi piccini ed è giusto così, è la natura, è quel cuore di mamma che non s’insegna e non s’impara e non è di certo una prerogativa di noi umani. Solo che lei, “lady black”, lo anima pure un po’ troppo. Sono mesi che, a Pordenone, chi abita nelle vie limitrofe a quegli alberi, non vive più. Specie gli anziani, specie le signore che non possono manco più uscire sul terrazzo a prendere una boccata d’aria in questi giorni in cui si boccheggia, perché quel batuffolo di penne nere le prende di mira, vola in picchiata sulle loro teste e le aggredisce. È successo una, due, decine di volte (addirittura in strada): va avanti così almeno da aprile, c’è chi è rimasto ferito, chi si è beccato una bella (per modo di dire) abrasione sul capo, chi semplicemente è stufo marcio di sentirsi ostaggio di un uccello il quale, per carità, andasse a svolazzare dove più gli garba, però perché deve prendersela con persone che non le hanno fatto niente?

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È che vai a dirglielo, alla cornacchia friulana, che quei residenti esasperati non ce l’hanno con lei, che non sono un pericolo, che la convivenza pacifica è possibile. Loro, per far fronte a una situazione a metà tra un film di Hitchcock e un racconto di Allan Poe, han fatto la cosa più umana che esista: sono andati a lamentarsi in Comune. Scusi-sa-sor-sindaco-ma-così-è-un-incubo. E Alessandro Basso, che è il primo cittadino di Pordenone in quota Fratelli d’Italia, ha emanato un’ordinanza urgente per l’incolumità e la sicurezza pubblica con la quale autorizzava, già ad aprile, la famiglia che ha segnalato la problematica a disporre di una “gabbia trappola”, epperò la misura non ha funzionato, come sono andati a vuoto tutti i tentativi di allontanare l’animale. Allora il sindaco ha optato per la via più dura, che va bene la salvaguardia dell’ecosistema e tutto il resto, nessuno lo mette in discussione, ma qui la cornacchia in questione mica ha accennato a chetarsi un attimo, semmai ha continuato ad attaccare senza criterio chi le passava qualche decina di metri sotto l’albero: «In caso di accertato e persistente pericolo» il Comune, adesso, dispone l’eventuale intervento straordinario di rimozione del volatile a carico del corpo forestale regionale.

Apriti cielo, la Lav, la Lega anti-vivesezione, non le ha mandate a dire: «La condanna a morte dell’animale è inaccettabile. Abbiamo proposto di installare sagome di disturbo lungo la strada, inoltre la persona (quella che maggiormente è presa di mira, ndr) può uscire di casa con l’ombrello. Ci sono diversi modalità per evitare un’azione del genere, dobbiamo considerare il fatto che l’uccello è nel suo diritto biologico di fare la guardia la nido dove ci sono tra tre a cinque pulli». Gli animalisti hanno già fatto sapere che depositeranno un ricorso al Tar contro il provvedimento di Basso.

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Anche a Basiglio (nel Milanese), giusto qualche dì fa, una coppia di cornacchie ha reso necessario l’intervento della polizia locale che ha isolato temporaneamente un’area residenziale a seguito di alcune loro aggressioni verso i passanti (due nello specifico) che sono rimasti feriti; mentre a Roma, all’Eur, alcuni esemplari, nella seconda metà di maggio, hanno attaccato due donne che portavano a spasso i propri cani in due episodi distinti (e sostanzialmente fotocopia di quelli lombardi e friulani). Questa è la stagione dell’anno in cui le cornacchie si riproducono e, di conseguenza, sono più propense a difendere i propri piccoli che credono (anche se erroneamente, come in questi casi) in pericolo.

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