Antonio De Rensis, uno dei penalisti più noti e rispettati d’Italia, difensore di Alberto Stasi nel caso Garlasco, è intervenuto a È sempre Cartabianca su Rete 4, ospite di Bianca Berlinguer. L’avvocato ha usato toni calibrati ma carichi di allusioni, senza entrare nei dettagli tecnici ma lasciando intendere possibili sviluppi futuri.Al centro del suo intervento la consulenza psichiatrica affidata dalla Procura al professor Roberto Catanesi, scelta che De Rensis ha fortemente apprezzato: “Penso che essersi affidati da parte della procura in ogni campo a esponenti di altissimo valore, in questo caso il professor Catanesi, mette tutti quanti al riparo da eventuali pensieri su forzature. Scienziati del calibro del professor Catanesi sono incondizionabili”.
Con una metafora calcistica ha lanciato un messaggio chiaro: “Qualcuno ha pensato che la partita di calcio fosse finita ed è andato nelle docce a lavarsi. Il problema è che gli altri sono rimasti in campo a giocare. Qui mi fermo, tra qualche mese si capirà cosa c’è dietro queste parole”.
Ha però escluso esplicitamente dal suo ragionamento i colleghi Liborio Cataliotti e Angelo Taccia, che ha definito professionisti “che stimo e che stanno lavorando molto bene”. De Rensis ha raccontato di aver vissuto settimane difficili, subendo dileggi e attacchi: “Io sono stato dileggiato, anche con scenette patetiche, e si paventavano cose terribili”. Ha poi difeso il suo assistito: “Io parlo per Alberto. Magari avesse avuto una forza mediatica difensiva come c’è legittimamente oggi. Ha avuto a favore solo due voci isolate”, citando Vittorio Feltri e Piero Sansonetti. Attualmente indagato per diffamazione dalla Procura di Milano, si è detto “piuttosto tranquillo” e pronto a difendersi nelle sedi opportune.