Alberto Stasi potrà lasciare il carcere e scontare la pena in affidamento ai servizi sociali. Il via libera è arrivato dal Tribunale di Sorveglianza e dalla Procura generale di Milano. In serata, secondo quanto apprende LaPresse, il provvedimento verrà notificato ai difensori di Stasi. Condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di Garlasco nel 2007, Stasi, che godeva già del regime di semilibertà ottiene così una misura alternativa alla detenzione. La notizia è stata anticipata da La7.
A commentare la notizia anche i genitori della vittima. Tramite gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, la famiglia Poggi afferma che "Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell'affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente. A noi interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull'omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire".
Stasi era presente in aula, nell'udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano che si è tenuta in gran segreto, e ha risposto - fa sapere l'Ansa - come sempre accade in questi casi, alle domande dei magistrati che di solito vertono sulla vita in carcere, sul lavoro e sui comportamenti dietro le sbarre. A lui, in particolare, sono state poste pochissime domande, da quanto si è saputo, e l'udienza è durata circa mezz'ora.