La rimozione improvvisa della docuserie World Wide Mafia dalla piattaforma Disney+ ha acceso un acceso dibattito mediatico e legale, tra ipotesi tecniche, ricostruzioni giornalistiche e questioni delicate legate alla sicurezza di un collaboratore di giustizia. Secondo le prime comunicazioni circolate al momento dello stop, la sospensione delle quattro puntate sarebbe stata legata a generici problemi tecnici audio e video. Tuttavia, diverse ricostruzioni giornalistiche hanno successivamente indicato una motivazione più complessa e sensibile: la revoca del consenso alla messa in onda da parte di uno dei protagonisti intervistati nella serie.
Al centro della vicenda, come riporta Il Giornale, ci sarebbe Emanuele Mancuso, collaboratore di giustizia legato a una nota famiglia di ‘ndrangheta del Vibonese. La sua partecipazione al documentario era stata registrata con specifiche garanzie di anonimizzazione, in particolare attraverso la modifica di voce e volto.
La serie è stata diretta da Jacques Charmelot, marito di Lilli Gruber, e da François Chayé. Secondo il Giornale, sarebbe stato proprio Charmelot a decidere di non modificare la voce del pentito, rendendone così più facile il riconoscimento. Una leggerezza che avrebbe portato all'oscuramento del suo stesso lavoro.
Su questo punto si sarebbe innestato il conflitto legale. A intervenire è l’avvocata del collaboratore, che ha chiarito la posizione della difesa: «L’autorizzazione era espressamente subordinata alle condizioni di sicurezza della normativa. La liberatoria autorizzava la società IBC Movie a “rielaborare, trasformare e rimaneggiare” il materiale. Invece la diffusione della docuserie è stata amplificata da una massiccia campagna promozionale, con la pubblicazione di numerosi trailer e spezzoni dell’intervista a Emanuele su piattaforme social a larghissima diffusione, moltiplicando esponenzialmente e in modo incontrollabile la visibilità dello stesso e il conseguente pericolo per la vita.»
Secondo la ricostruzione, la diffusione di contenuti promozionali avrebbe contribuito ad aumentare la riconoscibilità del collaboratore, con conseguenti preoccupazioni legate alla sua sicurezza personale. Da qui la richiesta di rimozione del contenuto e la possibilità di ulteriori azioni legali in caso di mancato rispetto delle condizioni previste. Sul fronte produttivo, la serie aveva registrato un forte interesse al debutto, ma la sua improvvisa scomparsa dal catalogo ha sollevato interrogativi anche tra gli stessi autori e protagonisti coinvolti nel progetto, che hanno dichiarato di non essere stati informati preventivamente delle motivazioni dello stop.