È uno dei passaggi più significativi della nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Ascoltato come testimone per circa due ore, Marco Poggi, come mostra in esclusiva Quarta Repubblica, ha avuto un atteggiamento di forte scetticismo verso la pista investigativa che oggi vede indagato Andrea Sempio. Nel corso dell'audizione, il fratello della vittima ha ribadito di non condividere le conclusioni a cui stanno lavorando gli inquirenti.
Il carabiniere che lo interroga precisa: “Noi le rinnoviamo le condoglianze, ma le vorremmo anche far presente che da parte della Procura di Pavia non c'è nessun accanimento nei confronti di nessuno. Noi capiamo che per voi familiari è un riaprire, una ferita che penso che non si possa mai chiudere, però da parte della Procura di Pavia, dei magistrati, nel momento in cui hanno il sentore che ci possa essere qualcosa che va approfondito e va chiuso definitivamente una volta per tutte, hanno l'obbligo quantomeno giuridico di farlo, ma credo che sia all'interesse di tutti”.
Marco Poggi, però, contesta gli elementi sotto indagine: “Mi lasci dire una cosa. Mi sembra di capire che non ci sia niente di nuovo, dopo 18 anni capisco che Procuratore e altri possono avere il sentore, ma di sto passo andiamo avanti per tutta la vita, perché comunque poi abbiamo il sentore e poi…”. Il carabiniere che lo ascolta, a quel punto dissente: “Non il sentore, è la Procura, non è che domani mattina si alza il mago Otelma dalla sua postazione e dice ‘ho avuto in sogno questa visione’”. Il fratello di Chiara aggiunge: “Abbiamo visto anche i vostri colleghi carabinieri che hanno fatto indagini private allo scopo di riaprire, per cui non lo so, mi nasce l'idea. C'è stato un atto nel 2020, un atto che ha utilizzato la difesa per cercare di nuovo di riaprire, credo che siete informati di queste cose”. Il carabiniere conclude annuendo: “Sì, la vicenda la conosciamo abbastanza, quindi siamo informati di tutto quello che è stato fatto nel corso degli anni”.