Il condizionatore è di destra o di sinistra? Senza dubbio è da reazionari retrogradi, gente che non si cura dell’ambiente e dei cambiamenti climatici. Almeno per la sinistra italiana. Il cui motto sembra essere diventato: «Sudare di più, sudare tutti». Ma il dibattito scuote anche la Francia, alle prese con un’ondata di caldo torrido che avrebbe già fatto decine di morti (molti dei quali per annegamento). Questo mentre, da noi, ci si mette il solito Angelo Bonelli, celebre per fare una doccia a settimana per risparmiare acqua, che sostiene come il caldo colpisca soprattutto i poveri. «La crisi climatica non è uguale per tutti» premette il deputato e co-portavoce di Avs, perché «a pagarne il prezzo più alto sono le famiglie con meno risorse, chi vive nelle periferie, in case poco efficienti, nei quartieri senza alberi e soffocati dal cemento». Bonelli cita «i dati raccolti da Legambiente a Napoli, con temperature al suolo vicine ai 64 gradi in un parco giochi di San Pietro a Patierno» che «dimostrano che il cambiamento climatico amplifica le disuguaglianze sociali».
Poteva mancare poi l’attacco al governo Meloni? Quasi che fosse colpa del centrodestra se quest’anno la canicola picchia più del solito e una buona fetta di italiani non ha il condizionatore. «Da quasi quattro anni il governo Meloni si distingue per una inazione sistematica sulle politiche climatiche» è l’affondo di Bonelli. Secondo cui minimizzare «l’emergenza», come fa la destra, sia un paravento dietro cui «si nasconde la difesa degli interessi delle lobby del gas e del petrolio».
GIORNALI
Ma anche i giornali ci mettono del loro. Sul Domani un articolo descrive lo psicodramma della sinistra: si può accendere il climatizzatore con 35 gradi o il vero compagno deve sudare per salvare l’ambiente? Il titolo è emblematico: “Il caldo uccide. L’eco-dilemma dei condizionatori”. Ma l’ormai annosa questione sull’etica del progressista in tempi di cambiamenti climatici non finisce qui. Anche al Corriere della Sera si interrogano sul tema. Aldo Cazzullo risponde a una lettrice, che gli chiede se l’aria condizionata sia di destra o di sinistra. Nessuno dei due. Epperò, spiega Cazzullo, «la nuova destra sovranista e populista nega non si sa perché il cambio climatico. E lo fa in tutti i Paesi. In Italia, dove i giornali governativi sono accanitamente anti green. In Francia, nel Regno Unito, negli Usa: Trump è uscito dagli accordi di Parigi nel 2016». «Questa è una cosa che non cesserà mai di stupirmi: perché mai salvare la natura, conservare l’ambiente, adempiere per chi è religioso al dovere che Dio ha assegnato all’uomo - custodire il creato sia una cosa di sinistra mi sfugge» prosegue Cazzullo. Anche perché «l’emergenza ci riguarda tutti», visto che «ogni estate si battono i record di caldo» e, signora mia, «le lunghe, lente estati della nostra giovinezza non esistono più» come le stagioni, che non sono più quelle di una volta.
«Ci stiamo disinteressando ai nostri figli e ai nostri nipoti. Alla sopravvivenza non tanto della terra, che sopravviverà benissimo anche senza noi, quanto della nostra stessa specie» è il cupo presagio di Cazzullo. Che poi conclude con un memento mori: «Comunque, accendiamo pure l’aria condizionata; ci sarà refrigerio, ma alla lunga non ci salverà». Mo’ me lo segno, direbbe Troisi. Ma tornando alla Francia, oltralpe il dibattito è piuttosto acceso. Anche perché, da quelle parti, per tradizione sono piuttosto restii a usare l’aria condizionata. Basti pensare che, come ha ricordato la Bbc, appena il 25% delle famiglie possiede un climatizzatore, contro il 50% di Italia e Spagna e addirittura il 90% in Stati Uniti e Giappone. Per di più gli ospedali e le scuole francesi (costrette a chiudere in questi giorni) raramente sono attrezzati. Ma con il moltiplicarsi delle ondate di canicule, le remore sono venute meno. E gli acquisti di condizionatori esplosi.
IL PIANO LE PEN
La politica, da par suo, cavalca il tema. Marine Le Pen lo ha promesso: «Se sarò eletta presidente, attuerò un massiccio piano di climatizzazione». Con priorità agli «spazi in cui si trovano le persone più vulnerabili: ospedali, case di riposo e scuole. È una questione di salute pubblica». A Le Pen ha risposto Agnès Pannier-Runacher, deputata di Ensemble pour la République ed ex ministro per la Transizione Ecologica. «Il Rassemblement National sta cercando di far dimenticare alla gente il negazionismo climatico in cui si crogiola da anni» attacca la macroniana. «Ora che la temperatura ha superato i 30°C, Marine Le Pen lancia l’allarme con una misura artificiosa la cui attuazione farebbe schizzare alle stelle le bollette energetiche dei più poveri».
Ma pure Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, vede i condizionatori come fumo negli occhi. «L’aria condizionata ovunque significa aumentare i danni. Procedete pure con l’installazione di condizionatori ovunque e vedrete il risultato. Non manderei mai mia figlia, mia nipote o la mia pronipote in un posto dove l’aria condizionata è accesa a tutto volume dalla mattina alla sera» ha annunciato, integerrimo, Mélenchon. Il che ha fatto dire, a un esponente dei Républicains, che alle Presidenziali del 2027, che si terranno nella tarda primavera, non in estate, avremo «la Francia dei ventilatori contro la Francia dei condizionatori». Tocca insomma aggiornare l’intramontabile Gaber: il climatizzatore è di destra, il ventilatore invece è di sinistra.