Non bastano mica le cinquanta sfumature di arcobaleno liquido sulla tavolozza rosso antico della sinistra italiana. Dopo il Popolo viola che voleva far nero il cavalier Silvio Berlusconi, dopo il Movimento arancione in salsa meneghino-partenopea che doveva frullare e rinverdire i tradizionali partiti progressisti, ecco l’internazionalismo rosa fenicottero per dare la scossa utile a far apparire l’ennesima fata morgana di riferimento.
L’apostola e messia della casa comune (riferendosi a quella degli altri), Ilaria Salis protomartire d’Ungheria, ha spiccato il volo per Tirana per mettersi in formazione con i Fenicotteri: ovvero, «partecipare alle manifestazioni e incontrare persone e attivisti che stanno dando vita a questo straordinario movimento popolare». Per una volta non si tratta di occuparle, le case, ma di impedire che vengano costruite con la luccicante etichetta di resort di lusso. Eresia pura per la sinistra ecologista-ambientalista-green oltranzista, anche nel Paese dell’aquila nera bicipite.
IL PROGETTO
E come non bastasse, dietro a quel progetto di resort c’è nientepopodimenoché l’americano Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e quindi genero del presidente fumantino con i capelli a barbadi pannocchia, che ha fiutato il business sulla finora sconosciuta isola di Sazan e sulla Laguna di Vjosa-Narta, cioè proprio lì dove osano i fenicotteri. I coniugi se ne sono innamorati e hanno deciso di spendere e spandere cuoricini e dollari per indimenticabili soggiorni da favola. A Tirana e non solo, dove una volta sfilavano irreggimentate le truppe con bandiera rossa di un galantuomo niente male come Enver Hoxha che aveva isolato l’Albania dall’universo mondo, sono scesi in piazza gli albanesi che non solo di quel progetto non vogliono sentir parlare, ma vogliono pure che il gigante Edi Rama tolga il disturbo assieme al suo governo. Nel nome della democrazia, sia ben chiaro, non solo del popolo sovrano che fa tanto reazionario e sguaiato. Non poteva mancare la pasionaria eurodeputata Ilaria Salis, ovviamente.
Non appena ha guardato il video di un attivista picchiato da un vigilante privato, le è partito un riflesso pavloviano e ha subito martellato il Parlamento Europeo rimproverando la “timidezza” sui fatti d’Albania. Dalla sacca della rivoluzione ha tirato fuori il vecchio abbecedario sul capitalismo predatorio, il potere del danaro, l’Amerika schiacciasassi, il liberalismo senza regole, e non bastando ancora è andata di persona per far definitivamente spiccare il volo al movimento, appoggiando in spirito e in corpore la protesta degli attivisti. Hai visto mai che sia la volta buona: anzi, come diceva Nino Manfredi, «fusse che fusse la vorta bbona».
DELUSIONI
In questo caso non si vendono i biglietti della Lotteria Italia, ma quelli della Lotteria Ilaria. Salis spera infatti di aver finalmente pescato il numero buono per conto della sinistra di campi e campetti più o meno allargati, dopo una serie di carte false, fallite e farlocche. Ne avesse azzeccata una negli ultimi venti anni, dove pure è andata a pescare oltre oceano, oltre Manica, oltr’Alpe e persino oltre i Pirenei: appena innalzati agli altari del sancta sanctorum rosso, ecco che dopo Barack Obama, che ha avuto appena il tempo di concedersi un selfie con Elly Schlein, dai piedistalli laici sono caduti a terra o in disgrazia Emmanuel Macron e Keir Starmer, mentre Pedro Sánchez caracolla.
Eppure anche oltre il Canale di Otranto l’occasione appare ghiotta, nonostante una volta sia andata maluccia col papa straniero Alexis Tsipras e le bandiere rosse di Syriza. Rama è di un altro peso, fisicamente parlando, e ha fatto vedere rosso alla sinistra italiana per l’intesa cordiale con Giorgia Meloni sui centri di rimpatrio per migranti extra Ue. Da quelle parti, comunque, non c’erano fenicotteri, ma vi continuano a svolazzare di tanto in tanto gli avvoltoi nostrani, ora con una visita a sorpresa, ora con un‘interrogazione retorica, ora con una similitudine, ora con chi la spara più grossa dando i numeri con spese, costi, rapporti e benefici. Così vedono il mondo in rosa.