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Porto Cesareo, la foto-scandalo dell'estate: "Ristorante nell'area protetta"

di redazione lunedì 6 luglio 2026

2' di lettura

Una tavolata apparecchiata con sedie, tovaglie e sacche di cibo pronta per un pranzo domenicale, allestita però in un luogo tutt’altro che ordinario: la cima del cordone dunale di Punta Prosciutto, all’interno dell’area protetta di Porto Cesareo. È quanto scoperto domenica scorsa dagli ispettori ambientali di Legambiente, che hanno documentato una situazione definita “surreale” in piena riserva marina e terrestre.  Secondo quanto riferito dagli operatori dell’associazione, la zona era stata trasformata in una vera e propria “area food e relax” improvvisata direttamente sulle dune, un ecosistema fragile e tutelato da normative nazionali e internazionali che vietano anche il semplice calpestamento in molte aree sensibili.

“Una zona food e relax era stata allestita sul cordone dunale di Punta Prosciutto, in piena riserva marina e terrestre di Porto Cesareo, sulla cima del cordone dunale, che rappresenta un habitat altamente vulnerabile, protetto da numerose leggi nazionali e internazionali, che prevedono anche il divieto di calpestamento”, hanno spiegato i rappresentanti di Legambiente. Sul posto gli ispettori hanno trovato una tavola già pronta, con sedie reclinabili e borse termiche piene di pietanze destinate al pranzo domenicale. Una scena che ha reso necessario l’intervento immediato, con identificazione e sanzione dei presenti. Non si è trattato però di un episodio isolato. Durante i controlli, sono state elevate ulteriori multe anche per abbandono di rifiuti in spiaggia e per il mancato rispetto delle regole di conferimento nei contenitori presenti nell’area. Gli ispettori ricordano che l’accesso alla spiaggia deve avvenire esclusivamente attraverso i percorsi autorizzati della riserva, dotati di passerelle in legno recentemente ripristinate. Sono inoltre presenti cartelli informativi che indicano chiaramente i comportamenti consentiti e le sanzioni previste in caso di violazione.

“Ricordiamo a tutti che per raggiungere la spiaggia occorre necessariamente percorrere i sentieri autorizzati dalla riserva, rigorosamente muniti di passerelle in legno. Sono stati installati nuovi cartelli che avvisano i fruitori delle norme da rispettare per evitare sanzioni”, hanno ribadito da Legambiente. Il fenomeno, spiegano gli ambientalisti, non è purtroppo isolato. Le attività di controllo nelle aree protette sono ormai quotidiane e riguardano una serie di infrazioni, dalle più lievi alle più gravi. La pressione antropica sulle zone di pregio naturalistico, soprattutto nei fine settimana estivi, sta infatti diventando sempre più difficile da gestire. Una tendenza che preoccupa gli operatori ambientali, costretti a intervenire con frequenza per tutelare habitat delicati come quello delle dune costiere, sempre più esposti all’impatto della presenza umana.

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