Nell'inchiesta su Valter Lavitola e l'attentato a Sigfrido Ranucci si punta anche verso il Camerun, dove il faccendiere ha diversi interessi economici. Intrecci che hanno riguardato più di una puntata di Report, così come ricorda Il Messaggero.
Mentre proseguono gli accertamenti interni della Rai e le indagini degli inquirenti, emergono nuovi elementi sul rapporto tra Lavitola e il conduttore della trasmissione di Rai 3. Al centro dell'attenzione ci sono i contatti avvenuti negli anni: dagli accessi negli uffici Rai, avvenuti in almeno due occasioni tra il 2019 e il 2021, fino ai rapporti personali che avrebbero incluso ospitalità in un bed & breakfast riconducibile all'imprenditore, cene e frequenti scambi di informazioni.
Secondo quanto sta emergendo, l'obiettivo degli investigatori è ricostruire la rete di interessi economici di Lavitola, che si estende dall'Italia all'Africa, in Camerun. Un capitolo particolarmente rilevante riguarda il Camerun, dove l'imprenditore opera nel settore dei carbon credit, i certificati ambientali acquistati da aziende e multinazionali per compensare le proprie emissioni e rispettare gli obiettivi climatici previsti dalle normative internazionali. Si tratta di un argomento che negli anni è stato affrontato più volte da Report. Lo stesso Ranucci ha riconosciuto che Lavitola gli aveva segnalato spunti e informazioni utili per alcune inchieste, spiegando inoltre di avergli fornito consigli per "evitare sorprese". Un passaggio che oggi viene analizzato con particolare attenzione nell'ambito delle verifiche sul ruolo effettivamente svolto dall'imprenditore.
Nel frattempo i magistrati intendono acquisire anche il contenuto di un sondaggio che sarebbe stato commissionato da Lavitola con l'obiettivo di valutare una possibile candidatura politica di Ranucci nell'area del centrosinistra. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è infatti quella secondo cui l'attentato denunciato dal giornalista possa essere stato organizzato per aumentarne la visibilità pubblica in vista di un eventuale ingresso in politica. Una ricostruzione tutta da verificare e che si intreccia con un altro elemento: Ranucci ha sempre sostenuto di non aver mai avuto intenzione di candidarsi. Gli investigatori cercano però di capire se, al contrario, Lavitola potesse intravedere un vantaggio personale o professionale da un'eventuale discesa in campo del giornalista, considerato il rapporto di stretta vicinanza che li legava.