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La Marina mette in vendita oltre 16mila mitra: chi e come può comprarli

di Luca Puccini giovedì 16 luglio 2026

3' di lettura

Vendesi moschetti automatici Beretta, in numero di 16.165 (urca), usati ma tenuti bene, ritiro a carico dell’acquirente. Sì, sembra un annuncio da mercatino dell’usato, invece no: è un bando ufficiale del ministero della Difesa. Aaa, l’Agenzia industrie della difesa mette all’asta (in un'unica soluzione e al miglior offerente) un lotto di armi oramai fuori servizio. Certo, mica è per tutti. D’altronde la procedura “Asp 6423651” adessi figura sulla piattaforma di acquisti in rete della pubblica amministrazione (quella, per capirci, dove i Comuni comprano le risme di carta e i toner per le stampanti), epperò ‘stavolta riguarda mitra veri calibro 9 parabellum, con funzionamento a massa battente, tiro semiautomatico o automatico, da seicento colpi al minuto di cadenza teorica. Della serie: ben 95 centimetri di lunghezza e una canna da 32, 4,2 chilogrammi di peso. Tutti, nessun esemplare escluso, rigorosamente senza caricatore.

Prima che qualcuno si allarmi (oppure si illuda): no, il comune cittadino non può comprare queste mitragliatrici, e nemmeno potrà farlo il collezionista della domenica. Il bando appena pubblicato, infatti, ammette solamente gli operatori con la licenza prefettizia dell’articolo 28 del Testo unico di pubblica sicurezza (e chi ha bisogno della spiegazione che è quella necessaria per fabbricare, detenere e commerciare armi da guerra probabilmente non fa parte della platea), oppure operatori stranieri con autorizzazioni equivalenti. Attenzione, colui che la spunterà si porterà a casa l’intero lotto anche se al momento è sparso in tre arsenali differenti (8.404 moschetti sono a La Spezia, 7.512 a Taranto e 249 ad Augusta).

Il prezzo di partenza non c’è, è a offerta libera e per aggiudicarsi la partita basta solo una proposta valida con pagamento in un’unica soluzione entro trenta dì, garanzia del 20% e penali per chi ritarda il ritiro. Non è una vendita a scatola chiusa, però: chi è interessato e vuole vedere le mitragliatrici può prenotare un sopralluogo negli arsenali (il termine per la presentazione delle offerte è alle 10 del 27 luglio prossimo - comunque l’Agenzia si riserva di sospendere o revocare il bando e di rifiutare le proposte ritenute non convenienti, ché lo Stato vende ma non svende: sia chiaro). Già, ma cosa c’è d’avvero in quella santabarbara (dismessa), una e trina sparsa per lo Stivale e che fa gola a quanti hanno il pallino del collezionismo (è il destino più probabile dell’affare)? Signori, il “moschetto automatico Beretta” è il leggendario Mab, il mitra disegnato alla fine degli anni Trenta da Tullio Marengoni, il della progettista -principe fabbrica di Gardone Val Trompia, nella versione 38/49 che poi ha continuato a essere prodotta fino al 1957.

Non è un caso che suo il capostipite, il Mab 38, sia considerato dagli storici militari come una delle migliori armi automatiche che abbiano mai sparato durante la Seconda guerra mondiale: è stato adottato prima dalla polizia dell’Africa italiana e poi da Regio esercito, dalla Regia marina e dalla Regia aeronautica. É robusto, preciso, così ben costruito che per lui fu creata perfino una cartuccia speciale, la 9mm M38, assai più potente del normale. Allora aveva un difetto solo: costava troppo (dopo l’8 settembre l’hanno usato sia la Repubblica sociale che le formazioni partigiane).

Ma portafoglio a parte (a proposito, il nome dell’aggiudicatario e l’importo finale saranno pubblicati a conclusione della gara), non è andato in pensione nemmeno dopo il conflitto: anzi, è rimasto in servizio per decenni: con versioni semplificate come il Mab 38/49 o il Modello 4 è rimasto in dotazione alle forze armate italiane, alla polizia e ai carabinieri fino agli anni Ottanta, quando è stato sostituito (sempre da Beretta) col Pm12. La Marina e l’Aeronautica lo hanno tuttavia impugnato nei servizi d’onore e nelle cerimonie di rappresentanza almeno fino al 2008. Insomma, si tratta dell’arma che generazioni di marinai hanno lucidato per le parate e le sfilate, con quel profilo inconfondibile (la canna forata, il calcio in legno) che di fatto compare in mezzo secolo di fotografie ufficiali della nostra storia recente.

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