Un conto da 532 euro per una cena a Porto Cervo è diventato virale sui social. A pubblicare lo scontrino del ristorante giapponese Zuma è la pagina Facebook Braciamiancora, che accompagna la foto con la domanda: “L’estate in Sardegna in una foto. Quale voce vi fa saltare dalla sedia?”. La risposta dell’autore del post è netta: “A me il caffè a 10 euro”.Il conto, datato 14 luglio, elenca pietanze tipiche del locale di lusso: tonno scottato a 39 euro, vari maki tra i 35 e i 62 euro, astice arrosto a 125 euro, due dessert al cioccolato a 23 euro ciascuno e una pecan pie a 22 euro.
A far discutere però sono soprattutto i “contorni”: due coperti a 15 euro l’uno, quattro bottiglie d’acqua a 12 euro ciascuna e l’espresso a 10 euro. Totale netto 483,64 euro, più IVA per arrivare a 532 euro.I commenti sotto il post si sono divisi in due schieramenti. C’è chi difende i prezzi: “Normale è Porto Cervo. È la tua scelta rimanere con i VIP. Vai altrove in Sardegna e troverai ristoranti straordinari a prezzi normali”.
Altri liquidano la polemica con un “reality check please”.Molti però spostano l’attenzione sul luogo stesso. La frase che ricorre più spesso è: “Porto Cervo non è Sardegna”. Un utente scrive: “È la disneyland dei ricchi, e i prezzi sono adeguati a quelli. Ma non è Sardegna”. Un altro aggiunge: “Porto Cervo è un posto di nicchia, la Sardegna è un’altra cosa”.Lo scontrino è diventato così lo specchio di un’Italia divisa tra chi accetta il lusso della Costa Smeralda e chi lo considera estraneo alla realtà dell’isola.