Indagati i titolari dello stabilimento di Sestri Levante in cui è morta Alice, la bambina di 11 anni di Bergamo rimasta risucchiata dal bocchettone di aspirazione della piscina della struttura. L'inchiesta aperta dalla Procura è per omicidio colposo. Sotto la lente del pm, che ha già disposto l'autopsia sul corpo della piccola, un uomo e una donna. Da verificare se lo stabilimento in questione rispettasse la normativa regionale che vieta l'utilizzo delle piscine ai minori di 12 anni non accompagnati. Secondo quanto verificato dalla capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure, nella struttura sarebbe mancato il cartello con questa disposizione.
Intanto, gli investigatori stanno verificando anche le misure di sicurezza della piscina, posta sotto sequestro. La vasca, di piccole dimensioni e profonda circa un metro, non prevedeva la presenza di un assistente bagnanti. Una circostanza, questa, che sarà valutata nell'ambito dell'inchiesta insieme a possibili successive consulenze sul funzionamento dell'impianto.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la ragazzina si sarebbe tuffata e non sarebbe più riemersa perché i capelli erano stati risucchiati dalla pompa di aspirazione. A quel punto sarebbe stato proprio il proprietario della struttura a intervenire: si sarebbe tuffato per tagliarle i capelli con un coltello e riportarla in superficie. Una volta fuori dall'acqua, però, l'11enne sarebbe apparsa subito in condizioni gravissime. Non è ancora chiaro per quanto tempo la bambina sia rimasta sott'acqua. A dare l'allarme un altro bambino che ha assistito alla scena e ha subito chiesto aiuto.