Le indagini sono appena iniziate, i filmati delle bodycam non sono ancora stati visionati, l'autopsia non è ancora stata eseguita, ma la sinistra è già sicura: Abderrahim Fakir - il cittadino marocchino 43enne morto domenica mattina al Pilastro (Bologna) - è stato ucciso dai poliziotti. E c'è chi addirittura è arrivato a paragonare l'intervento delle forze dell'ordine del capoluogo emiliano al modo di agire dell'Ice di Donald Trump.
"Se la destra vuole importare il modello Ice deve sapere che questo è il Paese sbagliato, abbiamo gli anticorpi democratici", A dirlo, in un'intervista a Repubblica, è stato il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia. Lo stesso che poco prima aveva dichiarato: "Verità e giustizia contano più della propaganda. Tutti perdiamo se trasformiamo ogni cosa in propaganda. Va fatta immediata chiarezza". Insomma, Boccia si è contraddetto da solo, finendo per essere il primo a trarre conclusioni affrettate e fortemente propagandistiche.
Il senatore dem, poi, con una buona dose di fantasia, ha collegato la vicenda di Bologna al caso Roggero: "Certo che lo vedo (un collegamento, ndr). Ma l’Italia ha bisogno di una politica che ricomponga le divisioni. Non si cavalca la paura ma si difende la forza della Repubblica. Il caso Roggero è il risultato di un modello di governo, la ricerca continua di fatti da mediatizzare. A destra hanno bisogno di un conflitto permanente. E non riesco a capire se si rendano conto di quanto tutto questo fa male al Paese, anche perché prima o poi lo scontro vero, reale, di questo passo arriverà e si trasformerà in tragedia".
Nel mirino del capogruppo Pd, infine, sono finiti Matteo Salvini e Galeazzo Bignami. "Sono più interessati a presidiare mediaticamente i luoghi del conflitto invece di risolvere i problemi, costretti a inseguire Vannacci per non farsi scavalcare a destra, dimostrando tutta la loro inadeguatezza. Alimentano le fratture: entrambi si esposero immediatamente su Rogoredo, difendendo il poliziotto che aveva sparato e ucciso uno straniero, senza sapere nemmeno come andarono i fatti. Poi si scoprì che fu una specie di esecuzione a sangue freddo. Noi però non contrapporremo mai i diritti alla sicurezza, una democrazia che funziona non può scegliere tra le due cose. La sicurezza senza diritti diventa arbitrio, i diritti senza sicurezza diventano fragili e non vengono davvero esercitati".