Ieri l’Italia è stata spaccata in due dal maltempo estremo. Al Nord il caldo record ha lasciato il posto a violente grandinate, nubifragi e raffiche di vento, mentre al Sud le temperature hanno superato i 40°C con incendi che hanno devastato boschi e macchia mediterranea. Dopo i primi forti temporali di domenica in Lombardia (grandine a Milano durante il concerto di Bad Bunny, danni a Cremona, Brescia e Cremasco), il fronte si è accanito soprattutto sull’Emilia-Romagna. Nel Ferrarese chicchi di grandine fino a 3 cm (in alcuni casi anche più grandi) hanno sfondato parabrezza, perforato tetti e pannelli fotovoltaici, abbattuto oltre 100 alberi a Ravenna e provocato blackout e interruzioni idriche.
Autostrade e linee ferroviarie hanno registrato forti disagi. Il caso più eclatante sulla A 13 con un "bombardamento" che ha rovinato parecchie auto. I danni all’agricoltura sono pesantissimi: ortaggi, frutteti, mais, soia, riso e girasole devastati, reti antigrandine distrutte. Coldiretti parla di centinaia di milioni di euro di perdite in soli tre giorni, con 192 maxi-grandinate nel Nord Italia.
Le associazioni agricole chiedono lo stato di calamità e interventi dell’Ue.Il fisico del clima del Cnr, Antonello Pasini, spiega il fenomeno con l’acqua del Mediterraneo molto calda (30-32°C), masse d’aria bollenti e infiltrazioni fredde in quota che alimentano potenti cumulonembi.Il maltempo si è poi spostato verso Marche e Puglia, con alberi caduti, allagamenti e disagi. Da oggi il peggio dovrebbe essere passato: l’anticiclone subtropicale arretra e le temperature scenderanno leggermente, con possibili temporali residui su Appennino e coste adriatiche.