I numeri parlano chiaro: in Val di Susa i No Tav hanno messo in campo un esercito formato da alcune migliaia di terroristi; 140 uomini delle Forze dell’ordine sono rimasti feriti; i danni alle strutture dei cantieri Tav ammontano a oltre un milione di euro; la polizia, nelle ore seguenti, ha identificato oltre 1.400 persone.
Ma, e qui viene la notizia che lascia perplessi, soltanto quattro attivisti sono stati fermati, pare con l’accusa di devastazione che sì è grave ma meno di quelle di tentato omicidio e associazione terroristica. Giuro che almeno noi fatichiamo a capire: pochi giorni fa un solerte agente di pubblica sicurezza ha fermato e multato un padre che portava il figlio in canna sulla bicicletta e centinaia di delinquenti sono a piede libero dopo aver provato a spaccare testa e gambe a poliziotti e carabinieri?
Strano Paese davvero, e strana magistratura che si ostina a non contestare a questi criminali l’associazione a delinquere che con grande disinvoltura applica a tre disgraziati funzionari pubblici che provano a pilotare un appalto.
Pare che l’unico reato che resta impunito – forse perché non dispiace alla maggioranza delle forze politiche di sinistra – sia quello di dare la caccia grossa alle divise che rappresentano lo Stato, si badi bene lo Stato di diritto. Mi chiedo: perché bracchiamo i giovani mafiosi senza esitazione né sconti? Anche in quel caso si può parlare di “disagio giovanile”, e lo stesso vale per le violenze sessuali tra giovani, per la guida in stato di ebbrezza e per una infinità di reati che pure hanno origine in un malessere personale irrisolto.
Io non credo che servano nuove leggi, basterebbe applicare con la giusta severità quelle che ci sono, ma per farlo bisognerebbe concedere alle forze di polizia un potere che oggi hanno soltanto sulla carta. Il vero problema non è giuridico, è culturale e politico, intendo che se il capo dei pro-Pal italiani – è successo ieri – giustifica e addirittura applaude all’attentatore di Berlino andrebbe condannato per direttissima per istigazione al terrorismo islamico.
Davvero se così fosse saremmo meno liberi? No, saremmo tutti più sicuri e la democrazia ne guadagnerebbe.