L'altra sera Mario Roggero ha partecipato a una cena con un gruppetto di carcerati conosciuti in questi giorni. In carcere ci dovrà stare per 14 anni e 9 mesi, per scontare la condanna per omicidio volontario e tentato omicidio. Nel 2021 a Grinzane Cavour uccise a colpi di pistola due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’ennesimo assalto alla sua gioielleria. A parlare, oggi, è sua moglie, Mariangela Sandrone, in un'intervista al Giornale. E subito il primo particolare: a cena con suo marito, nel carcere di Bollate, c’era anche Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello, quello che è stato condannato per l'uccisione di Yara Gambirasio, ragazzina tredicenne di Brembate, e che si è sempre dichiarato innocente.
Racconta la Sandrone: “A quello che so hanno mangiato una pizza. Forse l'ha preparata il nuovo compagno di cella di Mario, un signore che è finito dietro le sbarre per narcotraffico. Ora fa il cuoco della compagnia e divide la cella con mio marito. Lunga circa tre metri e mezzo e larga un po' meno di tre. Ci stanno in due: il cuoco trafficante e Mario. Dallo spazio che vi ho descritto togliete quello coperto dalle due brande, diciamo un metro per due ogni branda, e vedete che resta un corridoio stretto stretto di un centinaio di centimetri e poi uno spazio living, un rettangolo di circa quattro metri quadrati, dove si sistemano gli armadietti, il cucinino, la televisione e tutto il resto. L’aria – prosegue la signora Roggero - viene dalla finestrella con le sbarre. Un filo. La temperatura in questi giorni sale. Sapete, in carcere non c'è mica l'aria condizionata. E però non pensate che mio marito sia finito all'inferno. No, lo dicono tutti: questa è la migliore galera d'Italia. Se non arriverà la grazia, Mario resterà lì per un po' più di 14 anni”. In compagni di un narcos, almeno per ora...
La moglie del gioielliere racconta i primi giorni vissuti dal marito tra le sbarre: “Non si lamenta. Proprio l'altro giorno gli è stato concesso un privilegio. Può usare per qualche ora al giorno un ufficietto, che è vicino alla cella, nel quale può lavorare. Però niente contatti con l'esterno. Solo i colloqui e qualche telefonata. I colloqui sono al massimo sei, di un'ora ciascuno. Però, se vuoi, puoi rinunciare a un colloquio e averne in cambio uno più lungo, anche di due ore”. Poi, il dettaglio delle telefonate: “Dieci minuti al giorno. Mario le fa quasi tutte a me. Però in dieci minuti non riesci a dirti niente. Mentre parli senti il tic tic del cronometro che corre e volge al termine. In genere, quando cade la telefonata, ti accorgi che non sei riuscita neanche a salutarlo”. In carcere, Mario Roggero ha ricevuto qualche visita anche dal mondo politico, una in particolare: “Matteo Salvini è andato due volte e si è fatto sentire anche con me, mi ha telefonato, mi ha scritto”, conclude la Sandrone.