"È evidente che le indagini furono fatte male, se per colpa o dolo non si sa ancora, ma non si può giustificare quegli errori con la scusa che polizia e carabinieri locali non erano preparati a sufficienza per un caso così complesso": Giuseppe Brindisi, conduttore di Zona Bianca su Rete 4, lo ha detto al settimanale Gente a proposito del delitto di Garlasco, ovvero l'uccisione della 26enne Chiara Poggi, trovata senza vita nella villetta di famiglia nel 2007. Unico condannato per l'omicidio l'ex fidanzato Alberto Stasi. Mentre oggi nel mirino della Procura di Pavia, che ha riaperto le indagini, c'è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
"Ci fu sciatteria e quegli errori hanno condizionato poi i processi e le sentenze", ha aggiunto il conduttore. Che poi, parlando di Stasi assolto in primo e secondo grado, ha sottolineato: "Nei Paesi anglosassoni sarebbe finita lì, tanto più che Alberto viene assolto anche in appello". E ancora: "La cosa più scandalosa è che la Cassazione prende per vera la storia dell’incidente domestico, di cui però Alberto in realtà non parla mai, è frutto della deduzione di due carabinieri. Questa però diventa la pietra angolare della condanna in appello bis. Il procuratore generale Oscar Cedrangolo nella V sezione di Cassazione la definirà senza mezzi termini 'bufala'. Sosterrà che gli indizi contro Stasi non reggono, che se davvero avesse ucciso Chiara avrebbe meritato 30 anni, mica i 16 ai quali era stato condannato. Eppure, Alberto finisce in carcere".
Sempio, invece, dopo lo scadere dei termini di legge, il prossimo 28 settembre, potrebbe andare a processo per omicidio volontario aggravato. Secondo Brindisi, "ci sarà il rinvio a giudizio per Sempio. Credo però accadrà prima qualcosa di abbastanza sostanzioso. Molte risposte potrebbero arrivare dalla perizia psichiatrica chiesta dalla Procura allo psichiatra Roberto Catanesi. Si era detto che poiché Andrea non si sottoporrà ai colloqui la consulenza era infattibile, ma Catanesi non si è sottratto. Il che significa che ritiene di poter rispondere ai quesiti posti dalla Procura, in primis sulla pericolosità sociale".
Infine, tornando su Stasi, ha chiosato: "Mi sono messo a leggere le carte e credo non sia lui il colpevole. È una mia opinione, naturalmente. Ma in ogni caso, Stasi non andava condannato perché gli indizi contro di lui non andavano oltre il ragionevole dubbio che serve per condannare qualcuno a rigor di legge. Stasi rischia di diventare la vittima della peggior mala giustizia della storia d’Italia, forse più di Enzo Tortora. È il colpevole perfetto, incastrato da un meccanismo infernale. Togliere la libertà a un uomo senza prove è uno scandalo che va sanato".