"Fotografa i bambini in costume": così è partito il linciaggio di un cittadino di origine egiziana di 20 anni in uno stabilimento balneare di Ostia nel giorno di Ferragosto. In realtà poi si è scoperto che sul suo telefono non ci fosse alcuno scatto. A fermare il pestaggio è stata la polizia, subito giunta sul posto. Gli stessi agenti, poi, hanno accertato come le accuse contro il giovane fossero completamente infondate. Secondo quanto riportato da Fanpage, tutto sarebbe partito da un grido lanciato sulla spiaggia da una persona convinta di aver visto il ragazzo fotografare alcuni bambini in costume. E presto la voce si sarebbe diffusa ovunque. A quel punto un gruppo di bagnanti avrebbe accerchiato il 20enne e, senza dargli modo di parlare, avrebbe cominciato ad aggredirlo.
I gestori dello stabilimento, dunque, hanno allertato le forze dell'ordine, che sono intervenute tempestivamente mettendo fine al linciaggio e portando il ventenne al sicuro in un'auto di servizio. Solo i successivi controlli sul telefono del ragazzo hanno fatto emergere la verità: non c'era nessuna immagine compromettente, né tra i file salvati né tra quelli eliminati. Quando è scattata l'accusa, il 20enne - incensurato e regolarmente presente in Italia - stava in realtà facendo una videochiamata su WhatsApp. Poi è stato trasportato in codice giallo all'ospedale San Camillo. Resta ancora da capire, invece, chi abbia lanciato l'accusa iniziale e chi abbia preso parte al pestaggio.