Indagato per tentato omicidio l'agente che ha sparato a un fuggitivo al Pronto soccorso a Prato. I fatti risalgono al pomeriggio di ieri, domenica 16 agosto, quando il poliziotto ha sparato tre colpi di pistola contro un fermato, 22enne del Marocco, rimasto poi ferito a una gamba da un proiettile. Il giovane marocchino stava tentando di scappare dall'ospedale dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato il caos.
Tutto è cominciato nel primo pomeriggio, quando il 22enne era stato inseguito e fermato fuori dal carcere della Dogaia di Prato mentre cercava di lanciare pacchetti con droga nel penitenziario. Il ragazzo però si è ferito cadendo, e quindi gli agenti penitenziari lo hanno portato al pronto soccorso per le cure. Poi, verso le 17 - mentre era su una barella con le mani ammanettate - si sarebbe alzato improvvisamente e avrebbe afferrato un estintore, scaricandolo. Subito dopo si sarebbe messo a correre nel tentativo di scappare. Gli agenti lo avrebbero inseguito e gli avrebbero intimato di fermarsi, ma lui avrebbe continuato a fuggire. A quel punto uno dei poliziotti avrebbe esploso tre colpi di pistola, due verso l'alto, il terzo verso il basso. Proprio quest'ultimo avrebbe preso e ferito a una gamba il detenuto. Subito dopo è stata chiusa tutta l'area del pronto soccorso e i pazienti sono stati trasferiti negli ospedali di Firenze e Pistoia.
"Totale sostegno all'agente di Prato. Altro che 'tentato omicidio': ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (peraltro già dimesso dall'ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene", ha commentato con questo messaggio su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Dalla parte del poliziotto anche Antonio Fellone, coordinatore nazionale dipartimento Carceri e Polizia Penitenziaria della Lega: "Esprimo la mia piena vicinanza e solidarietà al collega della Polizia Penitenziaria coinvolto nella vicenda giudiziaria di queste ore. Ritengo doveroso richiamare l’attenzione anche sulla necessità di garantire, a chi svolge funzioni di polizia, tutte le tutele processuali previste dall’ordinamento. In particolare, il quadro delineato dall’articolo 335 del Codice di procedura penale merita di essere applicato nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge. La Lega è e sarà sempre al fianco delle Forze dell’Ordine, degli uomini e delle donne che ogni giorno svolgono il proprio servizio con senso del dovere, professionalità e spirito di sacrificio".
Il legale dell'agente indagato, intanto, ha chiesto che venga applicata la nuova normativa: "Ho fiducia nell'operato della magistratura. Tuttavia spero che in presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l'art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l'annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l'iscrizione automatica dell'agente nel registro degli indagati quando l'atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie. In ogni caso, credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell'ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione".
Totale sostegno all’agente di Prato. Altro che “tentato omicidio”: ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (peraltro già dimesso dall’ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene. pic.twitter.com/MfemAq8w7P
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) August 17, 2026