Susanna Susi Rimessi, la donna di 59 anni aggredita la sera del 16 agosto mentre portava a spasso il cane a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, è stata vittima della follia di un uomo di origini marocchine. Secondo quest'ultimo, la zona in cui la 59enne stava passeggiando sarebbe stata vietata agli animali, considerati "impuri" dalla religione islamica. La donna allora, come riportato dal Giornale, avrebbe risposto dicendo che in Italia la strada appartiene a tutti. A quel punto, mentre riprendeva la scena con il cellulare, il marocchino l’avrebbe colpita alla testa con un oggetto contundente.
Il referto dell'ospedale, dove la donna è andata a farsi medicare subito dopo l'assalto improvviso, parla di "ferita alla regione sopraccigliare destra in aggressione opera terzi". La 59enne, poi, ha presentato due denunce. Ma è stata anche querelata dall'uomo che l'avrebbe aggredita, perché secondo lui una bambina sarebbe rimasta ferita. Ora spetterà ai carabinieri ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Anche se i colpi ricevuti dalla signora Rimessi sono stati documentati nel video che lei stessa ha ripreso.
Intanto questa sera, venerdì 21 agosto, è in programma una passeggiata di solidarietà proprio nella via in cui è avvenuta l'aggressione: i cittadini attraverseranno la zona con i cani al guinzaglio per ribadire che in Italia nessun precetto religioso può trasformarsi in un divieto. L’iniziativa, sostenuta da FdI, nasce "anche dalla necessità di riportare al centro del dibattito pubblico un principio che riteniamo non negoziabile: in Italia esiste un solo ordinamento giuridico, quello della nostra Nazione", ha spiegato il senatore meloniano Alberto Balboni. Che poi ha aggiunto: "Non è un caso isolato, ormai è sempre più evidente un tentativo di islamizzazione violento per imporre la Sharia in Italia, a discapito delle nostra cultura, della sicurezza dei cittadini e della nostra identità". Non si è sbilanciato, invece, il sindaco Dario Bernardi, eletto con il Pd: "Nessuna giustificazione per la violenza, ma venga accertata la verità dei fatti. Mi sta a cuore la pace sociale perché è il primo dovere che ho e devo mantenere".