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Oriana Fallaci, lo sfregio della Firenze Pd. E i cittadini si ribellano

di Claudia Osmetti sabato 22 agosto 2026

3' di lettura

Ché poi non è neanche (solo) una questione di nome. Oddio, per chi, come noi, fa questo lavoro, o per chi l’ha letta, l’ha capita e l’ha amata (necessariamente in quest’ordine), Oriana Fallaci è un’autorità che non si discute, “divisiva” giusto quando non la si vuole riconoscere, “ingombrante” se scatta la polemica, “controversa” per quelli che proprio non lo riescono ad ammettere (che aveva ragione su tutta la linea): epperò la faccenda del piazzale a lei dedicato a Firenze, quello davanti alla Fortezza da Basso, tocca altri tasti.

Primo perché a sollevare il caso sono semplici cittadini che hanno a cuore la città sull’Arno (esattamente quanto ce l’aveva Fallaci).

Secondo perché di politicizzato non c’è un becco di niente (come del resto, checché ne dica qualcuno, non lo era nemmeno lei). E terzo perché magari i piani si sommano, magari qualche indecisione di troppo c’è stata, specie in passato, magari qualcuno nicchia e qualcun altro fa spallucce, ma qui si parte da un dato oggettivo e inequivocabile, il decoro urbano.

Oltre trecento (331 per la precisione) fiorentini hanno appena firmato efatto recapitare al loro sindaco Sara Funaro una letterina scritta chiara e scevra da qualsiasi tono provocatorio, tuttavia precisa e puntuale: per favore, fate qualcosa per quel piazzale. Tra un mese saranno vent’anni esatti dalla morte della più grande giornalista italiana di sempre, si vorrà mica arrivare impreparati?

Alfiere dell’iniziativa è, come spiega l’edizione locale del Corriere della Sera, l’architetto Andrea Ragazzini che un bel giorno ha deciso di recarsi di persona a vedere il posto e si è ritrovato davanti un «cartello messo su un picchetto in un’aiuola, che è anche mezzo storto e bisogna andare a cercarlo», senza «una vera e propria targa con scritto chi è stata Oriana Fallaci e cos’ha fatto e quale legame ha» con Firenze. Ma come?

Eppure è proprio così. Tra l’altro l’area tutt’attorno è poco curata, è facile imbattersi in rimasugli di sporcizia e di immondizia caduta dai (pochi) cestini, ci sono persino teli da cantieri che vai a capire perché stan lì (e forse qualcuno se li è dimenticati). Il “comitato” di Ragazzini, quindi, propone tre interventi. Anzitutto una correzione sulla denominazione, quella di “piazzale” non rende giustizia, «come sappiamo si tratta invece di un giardino storico progettato ai tempi di Firenze Capitale e come tale segnalato sulle guide turistiche»: “giardini Fallaci” suona molto meglio. Poi bisogna pensare a nuove targhe, al plurale (Ragazzini ne ha in mente tre, una delle quali alla fermata della tranvia Strozzi-Fallaci), possibilmente esaustive, ossia sufficientemente esplicative del personaggio (sulla lapide al vicino cimitero degli Allori c’è scritto “scrittore”, al maschile). Infine è necessario intervenire sulla riqualificazione urbana, perché d’accorso il ripristino che è sacrosanto, però occorrono anche la manutenzione, la tenuta, tutto quel che ne consegue.

«Quando si intitola qualcosa a qualcuno è buona norma farlo sapere», spiega la lettera, «invece, nel 2016, quando la giunta di Dario Nardella ha fatto questa scelta, è stata fatta con sciatteria, per levarsi di mezzo un problema, con l’evidente interesse nel fare una cosa poco visibile per limitare le polemiche».

Non che Ragazzini abbia in mente una battaglia ideologica, per carità, però se il risultato è questo, allora a che è servito? «Sono tante le piazze che andrebbero riqualificate a Firenze», commenta l’ex direttore degli Uffizi e candidato sindaco proprio a Firenze Eike Schmidt, «ma considerando il valore simbolico e l’importanza del personaggio, partire dai nuovi “giardini Fallaci” sarebbe sicuramente una bellissima cosa, necessaria e anche interessante per la città. La lettera che i fiorentini hanno sottoscritto, dopotutto, dice ogni cosa nel modo più accurato possibile». Anche il segretario del Carroccio della provincia di Firenze si accoda all’iniziativa: «La Lega, in quanto parte attiva della politica fiorentina tra i banchi del Salone de’ Dugento, sposa questa proposta auspicando una risposta positiva di Funaro. Fallaci ha un valore inestimabile per Firenze così come per l’Italia tutta, e merita una realtà all’altezza del suo prestigio». Chissà cosa avrebbe detto lei, però.
 

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