Scoppia la bufera a Montorio al Vomano, in provincia di Teramo. La causa? La rimozione di un vecchio manufatto in ferro raffigurante la falce e il martello. A deciderla un'ordinanza urgente firmata il 19 agosto dal sindaco di Forza Italia Fabio Altitonante. A contestare la rimozione del simbolo installato nel '48 è il gruppo consiliare di opposizione Visione Comune, che chiede chiarimenti sulla legittimità dell'intervento e sull'effettiva urgenza dell'ordinanza. Per parte della cittadinanza - riporta Il Corriere della Sera - significava "il simbolo della conquista dei diritti dei lavoratori e dell’antifascismo montoriese".
Eppure nell’atto comunale, tra le motivazioni, si legge: "Il rischio attuale e potenziale per il distacco del manufatto in un’area destinata alla fruizione, quindi, a tutela dell’incolumità degli utenti". La decisione è stata presa nel corso dei lavori di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico del lungofiume Vomano che interessa anche il tratto storico della muratura della cinta urbana. In ogni caso il Comune ha assicurato che "il manufatto verrà conservato in un deposito idoneo e individuato dall’amministrazione per assicurare integrità, protezione dagli agenti atmosferici e tracciabilità vietando qualsiasi distruzione, smaltimento, cessione, modificazione, alienazione o utilizzo".
Ma all'Anpi non basta. L'associazione ha detto di voler "conoscere il luogo di custodia del manufatto e contestualmente proporre un'iniziativa per il restauro e la valorizzazione dello stesso con rispetto per i nostri padri e i nostri nonni, per gli ideali antifascisti di cui esserne orgogliosi, le nostre radici e tutti coloro che hanno speso la vita per la libertà e per il lavoro".