È morta dopo essersi sottoposta a un trattamento dal parrucchiere. Melina, pensionata 94enne di Torino, è deceduta dopo essere stata colpita da una grave reazione cutanea. La vicenda risale a metà luglio, quando Melina si sottopone a un trattamento per capelli in un salone di corso Turati. Un luogo - gestito da una persona proveniente dalla Cina - che la 94enne avrebbe già frequentato in passato e senza riscontrare problemi. Durante il trattamento, la donna avrebbe riferito di aver avvertito un odore acre provenire dalla mantellina di gomma appoggiata sulle spalle.
Una volta tornata a casa, sarebbero comparsi arrossamenti e lacerazioni nella zona del collo. Le condizioni sono peggiorate, tanto da costringerla a un ricovero all’ospedale Mauriziano. Le lesioni, secondo gli accertamenti medico-legali riportati dalla stampa, avrebbero interessato circa il 70 per cento del corpo. Melina muore dopo circa due settimane. Immediato l'intervento dei carabinieri del Nas, insieme ai militari della compagnia Torino San Carlo. Durante il controllo sarebbero stati fotografati e repertati shampoo, tinte, balsami, maschere e altri prodotti utilizzati nel salone.
Ora però emergono recensioni che danno da pensare. Una cliente racconta in una recensione di essere entrata dopo aver visto pubblicizzata all’esterno la formula shampoo e piega a 10 euro. Sostiene però di averne pagati alla fine 16, allegando proprio lo scontrino. E ancora: una madre racconta di aver portato il proprio bambino nel salone per un taglio. Secondo la sua versione, il risultato sarebbe stato disastroso e al piccolo sarebbe rimasta una chiazza senza capelli. La recensione, originariamente pubblicata in inglese, termina con un avvertimento rivolto agli altri genitori: "Non portate lì i vostri bambini".
Sempre la stessa cliente afferma che durante il trattamento sarebbero stati utilizzati quelli che lei definisce "prodotti chimici", sostenendo che le avrebbero lasciato i capelli appiccicosi e attaccati tra loro. La recensione si conclude descrivendo l’esperienza come un vero "incubo". Insomma, denunce che viste ore assumono un importante significato.