Chi era il vero obiettivo della ricina nel caso di Pietracatella? Le vittime di questa sostanza tossica sono state Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia di 50 e 15 anni, morte lo scorso dicembre. Ma se il vero bersaglio fosse stato in realtà Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime? Questa una delle ipotesi che gli investigatori starebbero prendendo in considerazione. Secondo un'altra pista, invece, l'intenzione potrebbe essere stata quella di colpire l'intera famiglia.
Se ne è parlato a Morning News, dove si è discusso anche di un possibile movente passionale. "Sbaglierò, ma io penso a un movente passionale e a una mano femminile", ha detto il giornalista Stefano Zurlo. Al momento, però, sia il movente che il responsabile, o eventuali responsabili, restano ancora da individuare. L'inviato Vincenzo Rubano, collegato davanti alla Questura di Campobasso, ha spiegato che gli investigatori starebbero cercando di stabilire "se gli obiettivi fossero Antonella e Sara, o Gianni Di Vita, ma anche tutta la famiglia". Negli ultimi due casi, l'attenzione si sposterebbe sulla rete di rapporti personali di Di Vita, ex sindaco di Pietracatella nonché commercialista conosciuto nel paese. In ogni caso, se Gianni Di Vita fosse stato effettivamente il bersaglio, bisognerebbe capire perché poi ci siano finite di mezzo Antonella e Sara e soprattutto attraverso quale vettore sia stata somministrata la ricina.