Era già successo. E questo lascia ancora più perplessi riguardo alla decisione del Gip di Torino di far tornare libero dopo due sole notti in carcere il 42enne bengalese che qualche giorno fa ha violentato una 13enne in un minimarket a Torino.
Secondo quanto raccontato dalla ragazzina nella denuncia successiva al 28 agosto, "due settimane fa ero andata a comprare di nuovo delle bibite e lui mi ha rivolto le stesse domande, 'come stavo' e se avessi bisogno anche di merendine. Indossavo una giacca nera e in quell’occasione per salutarmi infilava il suo braccio e lo appoggiava sul mio fianco destro, arrivando vicino al seno. Ma senza toccarlo".
Una molestia, se non propriamente una violenza sessuale. La 13enne ha spiegato di non "essersi opposta", ma allontanata: "Volevo reagire, ma pensavo di passare dalla parte del torto e quindi sono uscita frettolosamente". Tutto questo, evidentemente, è stato ignorato dal giudice.
Il bengalese aveva provato un approccio sessuale anche su una donna, appena 40 minuti prima di aggredire la minorenne prima importunandola con osservazioni fuori luogo e poi palpandole il seno. Tutto testimoniato dalle telecamere di sorveglianza del negozio, come confermato dallo stesso Giudice per le indagini preliminari. Che ha sì riconosciuto "la difficoltà" dell'uomo a controllare i suoi istinti, ma ha poi deciso per la scarcerazione sottolineandone la "collaboratività", la "resipiscenza", il "dispiacere" dimostrato per quanto accaduto e sottolineando che a evitare il rischio di reiterazione del reato sarebbe stato il "trauma dell'arresto". Senza considerare, a differenza di quanto richiesto dai pm, il "rischio di fuga".
La modalità dell'aggressione alla donna di circa 40 anni precedente a quella della 13enne è simile. La vittima è stata "ripetutamente palpata sul seno e sui glutei". Come riporta il Corriere della Sera, l'uomo ha prima mimato un atto sessuale con la vittima, che l'ha allontanato e spinto via prima di uscire. Lui "ha tentato di trattenerla", e poi "di scatto" le ha toccato i glutei. I pm sarebbero intenzionati a contestare al bengalese anche questa aggressione come violenza sessuale.