C'è ancora un giallo, un angolo di buio nel dramma ormai scoperto della strage in famiglia a Pietralata, alle porte di Roma. Lunedì scorso sono stati trovati senza vita nella loro casa Luca Abbasciano, la moglie Valentina Pambianco, la figlioletta Bianca di 5 anni e gravemente disabile, e il loro cagnolino.
Una carneficina dettata dalla disperazione: per la condizione della bimba, per il senso di isolamento e abbandono da parte dello Stato, forse per i problemi economici legati derivanti dalle costose cure a cui avevano sottoposto la piccola e per i quali ora gli inquirenti stanno scandagliando i conti correnti della coppia. Un tragico caso di omicidio-suicidio nel quale però ancora non tutto torna.
Alle 19.15 di venerdì scorso, scrive il Corriere della Sera, Valentina avrebbe digitato in una chat di Whatsapp che coinvolgeva Luca e una coppia di amici questa frase: "Dai scriviamo sul gruppo che ci facciamo due risate". Questo, poche ore prima che la famiglia venisse sterminata a colpi di pistola, la Glock regolarmente detenuta da Abbasciano.
Oggi all’istituto di medicina legale della Sapienza saranno eseguite le autopsie e verrà condotto anche l’esame dello stub per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo sulle mani di marito e moglie. Capire chi materialmente ha premuto il grilletto potrebbe chiarire anche le origini del tragico gesto. Quell'ultimo messaggio della madre, apparentemente spensierato, indurrebbe gli inquirenti a ipotizzare che la decisione di farla finita potrebbe non essere stata consensuale. Così come i 20 biglietti d’addio lasciati ai parenti sono stati sì firmati da moglie e marito, ma potrebbero essere stati scritti da una sola mano.
"Luca e Valentina — racconta l'amica della chat al Corsera - erano da poco tornati da una vacanza nelle Marche. Con mio marito abbiamo risentito i loro vocali in chat di Ferragosto: niente faceva presagire quello che è successo, anzi in alcuni casi scoppiano a ridere e scambiano battute con noi. Sono passate appena due settimane. Inspiegabile". Anche l'amica è madre di una bimba con disabilità, in cura dallo stesso luminare messicano, il dottor Trujllo. "Le nostre telefonate e i nostri incontri servivano a entrambe per scaricare la tensione. Giovedì sera abbiamo fatto una videochiamata, poi venerdì i messaggi in chat. Sarebbero dovuti venire con noi a Madrid per il weekend, ma faceva troppo caldo e sono rimasti a Roma. Da sabato non hanno più risposto".