Lorena Isceri ha fatto di tutto pur di salvarsi, consapevole del pericolo a cui stava andando incontro. La donna, la 47enne che è stata gettata dal cavalcavia dell'A1 in provincia di Firenze dall'ex compagno, ha fatto tre telefonate dal bagagliaio dell'auto dove Federico Vella l'aveva rinchiusa prima di essere assassinata. Si tratta di una chiamata alla madre, di una a un amico e di una al 112, che la passa alla centrale della Questura di Firenze. Saranno questi ultimi a tenerla al telefono per una ventina di minuti. In questi minuti ci sono le ultime parole della donna, la richiesta di aiuto: "Federico mi ha rapita, vuole uccidermi".
Gli operatori la tengono impegnata con diverse domande per capire il chi e il dove. A interrompere la chiamata sarà però il suo assassino. Stando a Fanpage.it, l'ultima frase che gli operatori sentono, è quella di Vella. L'uomo aveva fermato l'auto, forse sentendo la voce della donna al telefono, e ha aperto il bagagliaio. "Che cosa hai fatto?", domanda a Lorena. Poi la linea cade.
Secondo l'ipotesi degli inquirenti, poi confermata, l'uomo aveva lanciato via il cellulare. Ad aggiornare la polizia è poi la segnalazione di un passante, che indica loro il luogo dove l'auto si è fermata. La polizia stradale la individua e cerca di fermare l’uomo, che però ha già gettato il corpo dell’ex compagna dal cavalcavia. Prima di lanciarsi nel vuoto, compiendo l’ultima fase dell’omicidio-suicidio pianificato, avrebbe gridato agli agenti: "Mi ha tradito e mi ha trattato male". Non è poi passato inosservante un agghiacciante messaggio su Instagram scritto proprio da Vella poche ore prima di mettere in atto il suo piano: "Addio a tutt" e i riferimenti a Lorena.