«Non conosco né mai incontrato Lavitola. Non conosco né mai incontrato Ranucci. Conosco perché miei clienti gli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini. Per quanto riguarda il servizio di Report ho dato massima collaborazione al giornalista incaricato Walter Molino che mi ha fatto delle domande a cui ho risposto e non mi ha mai comunicato date. Per il resto, purtroppo non saprei», risponde così a Libero l’imprenditore Andrea Centofanti dopo che proprio questo giornale aveva dato conto di un incontro tra i Pulcini e Ranucci nel quale, forse, si è parlato della puntata di Report su “Banca Progetto”, mai andata in onda.
L’inchiesta a cui si fa riferimento è quella dei pm Vincenzo Palumbo e Mario Dovinola, nella quale risultano indagati, tra gli altri, Alessandro Di Paolo - figlio del più noto Roberto, imprenditore ed ex proprietario dell’Ostiamare prima di Daniele De Rossi e, in questo momento, molto vicino a Francesco Biava, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci -, Piergiorgio Crosti e Andrea Centofanti. Quest’ultimo ha confermato un rapporto con Antonio Pulcini e suo figlio Daniele.
Qualche giorno fa dei due ha scritto il quotidiano Domani, ricordando due incontri tra Ranucci e i Pulcini risalenti ai mesi scorsi. Libero ha provato a contattare anche Alessandro Di Paolo che ha spiegato di non conoscere «Lavitola e non sono a conoscenza di nulla», rispetto a un ipotetico intervento per bloccare la puntata su “Banca Progetto”. Il cronista che si è occupato del caso, Molino, smorza le polemiche. «Quello relativo a Banca Progetto è solo uno dei capitoli dell’inchiesta. In quanto alla messa in onda, non mi risulta nessuna pressione», spiega il cronista di Report.
La Rai «ci ha tagliato 4 puntate e a fine produzione ci siamo trovati con una ventina di pezzi che non hanno trovato collocazione in palinsesto. In ogni caso tutti compreso questo sono a disposizione dei capo autori che li vaglieranno e ne decideranno la data di messa in onda». Fonti Rai, consultate da Libero, spiegano che «il servizio è tra quelli pronti per la prossima stagione», perché «molti servizi sono saltati, più che per il taglio delle puntate che era noto da più di un anno, per l’esplosione del numero dei servizi sul garante e su Fdi». Poi, «se sulla scelta dei servizi da rimandare ci siano state pressioni non so», ma, sicuramente, non ci sono evidenze forti altrimenti l’azienda «sarebbe intervenuta».