«Quello che non vedo è la solerzia, l’attenzione dei servizi sociali nel cercare di risolvere i problemi. Al contrario, abbiamo dei servizi che giudicano e censurano e non mi pare che questa sia la loro funzione». Giuseppe Masciulli, il sindaco di Palmoli, è uno schietto che dice le cose come stanno. È anche un amministratore locale molto attento che conosce alla perfezione l’ente che guida, cita a memoria date e numeri, episodi e documenti e oramai, sull’infinita questione della “famiglia del bosco” non è disposto a fare sconti a nessuno.
È stato lui, infatti, lunedì, a occuparsi personalmente della preparazione per l’incontro che i Birmingham - Trevallion avrebbero dovuto avere nella casa che (manco a farlo apposta) il suo Comune ha dato loro in comodato d’uso: doveva essere un primo passo verso il ritorno alla normalità, un tassello di quella gradualità di cui tutte le carte del faldone parlano, è finito come l’ultimo episodio contestato in questa epopea contestatissima perché all’ultimo si è optati per un ritorno nella struttura protetta di Vasto.
«Già dal giorno prima c’erano diverse troupe televisive e anche qualche curioso», racconta il sindaco, «ho fatto transennare la strada d’accesso fino alla casa per evitare che chicchessia potesse essere presente e disturbare, è chiaro che abbiamo a cuore la privacy di questi bambini. Chi c’era era a una distanza di almeno cento metri e non avrebbe visto nulla del loro rapido passaggio dalla macchina allo stabile, sarebbero entrati subito in casa. Invece, all’improvviso, tre dipendenti ci hanno informati che a quelle condizioni l’incontro non si poteva tenere.
Mi sono rimboccato le maniche, assieme Catherine sono andato a parlare coi giornalisti, ho spiegato la situazione, loro l’hanno capita e si sono spostati ancora oltre, a circa mezzo chilometro: ho anche chiesto cos’altro potevo fare per garantire l’incontro e non mi ha risposto nessuno. Il giorno dopo, invece, ho scoperto che avevano ipotizzato un ritorno dei giornalisti, cosa che era tra l’altro impossibile sia perché ci avevano dato garanzia sia perché la via era presidiata dai miei dipendenti comunali che non li avrebbe fatti passare in alcun modo».
«Anziché stabilire un rapporto di empatia con questa famiglia, un rapporto di collaborazione, qui ogni volta si cerca l’incidente per procrastinare i tempi di un ricongiungimento su cui, a maggio, anche la consulenza tecnica d’ufficio si è espressa, e tutto questo avviene», continua Masciulli che non le manda a dire, «in virtù di un obiettivo che oramai, sinceramente, non riesco nemmeno a immaginare». Il sindaco fa notare che «la richiesta di perimetrale l’area e individuare le condizioni per l’incontro è arrivata dalla famiglia e non dagli assistenti sociali» e aggiunge anche che il dì dopo, mercoledì, quando i tre piccoli Trevallion sono andati a scuola per la prima volta, «era pieno di giornalisti e di persone che volevano solo dare un’occhiata: questo doppio comportamento non me lo spiego». Il Comune di Palmoli, da quando è iniziata questa vicenda, ha già speso 75mila euro per coprire le rette dei tre bambini nella struttura protetta, cifra che «se arriviamo allìanno salirà fino a 90mila euro»: sul il bilancio di un paesino di circa 700 abitanti ha un’incidenza enorme.