Ben diciassette persone in manette, dieci delle quali beccate in flagranza di reato tra Lombardia, Veneto, Sardegna, Puglia e Campania. Per quella che è diventata una vera e propria "multinazionale" della pedopornografia, organizzata in Italia e con 1.025 utenti distribuiti in 99 Paesi. La scoperta è stata fatta dalla Polizia Postale nell'ambito di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi.
I cinque gestori del gruppo, attivo su Telegram, hanno un'età compresa tra 22 e 28 anni. Quattro sono italiani, residenti nelle province di Napoli, Barletta e Verona, mentre un quinto è stato fermato in Svizzera. Il materiale sequestrato è impressionante: 34 mila immagini e oltre 20 mila video a carattere pedopornografico, per circa 282,9 gigabyte complessivi. Tra le vittime individuate ci sono anche bambini di appena 4 anni. L'indagine è partita nel 2024 da una segnalazione dell'agenzia statunitense Homeland Security Investigations, che aveva individuato un gruppo privato chiamato "New Saga".
L'analisi delle transazioni in criptovaluta ha permesso alla Polizia Postale di identificare uno degli amministratori e avviare un'operazione sotto copertura durata oltre un anno. Gli agenti si sono infiltrati nella rete, conquistando la fiducia degli amministratori e ottenendo ruoli di responsabilità. I gruppi venivano ricreati con nomi diversi per sfuggire ai controlli. Uno era stato ribattezzato "La Sala dei Re". La struttura prevedeva ruoli specifici per gestione dei gruppi, promozione, server, servizi cloud, controllo dei contenuti e sviluppo di strumenti informatici.
Gli abbonamenti costavano dai 3 ai 9 dollari al mese. Dei 1.025 utenti, 29 erano in Italia, 229 negli Usa e 136 in Russia. Per restare nella rete occorreva una donazione oppure la condivisione di materiale illecito: 354 utenti hanno caricato immagini di bambini nudi o sottoposti a violenze sessuali. "Siamo in presenza di un commercio indegno di minori", ha commentato Lo Voi, definendo la struttura "un orrendo fenomeno criminale". Per Gabrielli è stata "la prima organizzazione di pedopornografia con vertici e promotori italiani che faceva affari in tutto il mondo". Telegram, ha spiegato, aveva chiuso più volte il gruppo, che però "ogni volta riusciva a replicarsi".