Sequestrati crediti d’imposta per oltre 152,9 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli su presunte irregolarità nella generazione dei crediti legati al superbonus 110%. I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo impeditivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura, Sezione II, reati contro la Pubblica amministrazione. Le due società di edilizia interessate dal provvedimento fanno capo ad Alfredo Guerri, fondatore del gruppo Guerri e dal luglio scorso patron della Juve Stabia, squadra che milita in Serie B ed estranea alla vicenda. Secondo le indagini, le società, riconducibili a un unico centro di interessi, avrebbero generato illecitamente, tra il 2021 e il 2024, crediti d’imposta formalmente riferiti a interventi edilizi agevolati dal superbonus 110%.
Le verifiche sulla documentazione tecnica e i sopralluoghi effettuati in 64 cantieri avrebbero evidenziato che i lavori indicati nelle pratiche erano, in tutto o in parte, mai stati eseguiti oppure non erano stati completati, nonostante quanto attestato nelle asseverazioni. Una volta creati, i crediti sarebbero stati immessi nel circuito delle cessioni previsto dalla normativa sul superbonus e quindi monetizzati attraverso trasferimenti a soggetti acquirenti operanti su tutto il territorio nazionale. In questo modo, secondo l’ipotesi investigativa, crediti collegati a lavori mai realizzati o eseguiti soltanto parzialmente avrebbero assunto una veste formalmente regolare, consentendone l’utilizzo in compensazione o l’ulteriore cessione.
Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha disposto il sequestro preventivo dei crediti ritenuti illecitamente generati e ancora presenti nei cassetti fiscali, per un valore complessivo di 152.959.525,45 euro. Il provvedimento mira a impedirne l’ulteriore circolazione, cessione o compensazione, evitando un possibile ulteriore pregiudizio per l’Erario. Gli accertamenti hanno incrociato la documentazione relativa agli interventi con le verifiche effettuate direttamente nei cantieri, facendo emergere, secondo gli investigatori, discrepanze tra quanto dichiarato nelle pratiche e lo stato effettivo delle opere. Il sequestro riguarda i crediti ancora giacenti nei cassetti fiscali e punta a impedirne l’utilizzo o il trasferimento. La posizione della Juve Stabia resta estranea all’indagine, che riguarda esclusivamente le attività delle due società edilizie.