Le contro-analisi sul Dna di Chiara Poggi trovato sui pedali della bicicletta bordeaux di Alberto Stasi tornano al centro del caso Garlasco. Secondo quanto emerso alla chiusura delle indagini su Andrea Sempio, una verifica avrebbe dato un esito "totalmente negativo", ma il risultato non sarebbe stato comunicato all'epoca. Per la Procura di Pavia, l'episodio rappresenterebbe un elemento rilevante per valutare la solidità degli accertamenti che portarono alla condanna di Stasi.
La vicenda è stata discussa anche a Quarto Grado, dove è intervenuto Marzio Capra, genetista del team dei Poggi. Capra ha spiegato: "Non sappiamo se la verifica sia stata fatta sullo stesso campione, noi non sappiamo nulla". Secondo il genetista, però, dai dati grezzi sarebbe possibile stabilire se si trattasse di campioni differenti. "A me hanno detto dei dati negativi, li ho visti", ha aggiunto, riferendo di aver ricevuto le informazioni il 24, al momento della firma del verbale.
Di segno opposto la ricostruzione di Avati, ex genetista del team della difesa di Stasi: "Non ci è stata né menzione, né presentati in discussione gli elettroferogrammi. La comunicazione era una cosa dovuta, a noi non hanno dato nulla".
Il confronto si è acceso quando è intervenuto Carmelo Abbate, che ha contestato a Capra la mancata comunicazione dell'analisi al magistrato. "Perché l'analisi del 20 non viene data al magistrato?", ha chiesto il giornalista, sostenendo che davanti a risultati differenti sarebbe stato necessario informare il giudice.
La questione resta quindi al centro dello scontro sulle analisi genetiche e sulla loro corretta comunicazione nel corso delle indagini.