Pinocchio i suoi zecchini li nasconde sotto la lingua, finché quei truffatori del Gatto e la Volpe non lo convincono a seminarli nel Campo dei Miracoli: ne spunterà un albero carico di monete.
Don Abbondio, prima di rifugiarsi nel castello dell’Innominato, affida il suo gruzzolo a Perpetua che lo sotterra ai piedi del fico, nel Conte di Montecristo il tesoro della famiglia Spada è in una grotta. Ma la fantasia degli scrittori non regge il confronto con la realtà.
È la cronaca giudiziaria ad aver disegnato la più spassosa mappa del tesoro d’Italia. Indimenticabili il pouf di Duilio Poggiolini, imbottito di lingotti anziché di gommapiuma, e la mazzetta di Mario Chiesa affidata allo sciacquone. Da allora i contanti sono saltati fuori da una scatola di scarpe Adidas, da reggiseni, mutande e, misteriosamente, perfino dalla cuccia di un cane.
Ora la mappa si arricchisce di un nuovo forziere: l’orologio a pendolo in cui Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Sicilia, indagato per corruzione, avrebbe custodito i soldi illeciti.
Una scelta quasi scontata, che infatti non fa una grinza: da sempre il tempo è denaro.