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L'ultima crociata in Campania? Diffidare la satira sulla Circumvesuviana

di Simone Di Meo martedì 6 ottobre 2026

3' di lettura

Pietro Diamantini ha preso le misure alla Circumvesuviana e ha trovato subito qualcosa da sistemare: quelli che la prendono in giro. Così, mentre sulla rete di trasporto regionale continuano a saltare corse, orari e nervi dei passeggeri, il nuovo amministratore unico di Eav ha mandato gli avvocati a occuparsi della... satira. Il risultato è un dossierino di 10 pagine di diffida indirizzate a Meta per liberare Facebook da una parola diventata improvvisamente pericolosa: “Circumvesuviana”, appunto. Nel mirino ci sono due pagine social. La prima è “Circumvesuviana - Eav - la voce dei pendolari vesuviani”, oltre 11mila iscritti, amministrata da Salvatore Ferraro. L’altra, molto più conosciuta, è “Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti”, quasi 300mila follower e Giovanni Masturzo dietro la tastiera a fare da regista. Da anni, i due profili raccontano con ironia una ferrovia che è letteralmente l'incubo di milioni di pendolari, talmente disastrata da essere diventata – potere dei social – addirittura un'attrazione turistica a sé stante.

Ma torniamo all'offensiva giudiziaria voluta da Diamantini, manager considerato molto vicino al governatore grillino, Roberto Fico. Eav sostiene che quei nomi possano confondere l’utente medio, facendogli credere di trovarsi davanti a canali ufficiali. A Masturzo viene contestata anche la promozione del libro “Racconti Vesuviani”, considerata possibile “sfruttamento parassitario” della notorietà della linea. Una notorietà che, va riconosciuto, la ferrovia si è conquistata con una serie infinita di disservizi sul campo...

Legambiente, nel rapporto Pendolaria 2025, ad esempio, ha confermato la Circumvesuviana tra le tratte peggiori d’Italia: 142 chilometri, sei linee, 96 stazioni, ritardi, avarie, soppressioni, tagli e sovraffollamento. Nell’edizione successiva il primato negativo è rimasto esattamente dov’era. Risultato? In 10 anni si sono persi 13 milioni di passeggeri. Esagerato, direte voi. Mica tanto: con la Circum si sa quando si parte (forse), non si sa quando (e se) si arriva. Il 28 agosto scorso un treno diretto a Sorrento si è fermato poco dopo Torre Annunziata tra fumo e scintille. I viaggiatori sono scesi con una scaletta e hanno raggiunto la stazione camminando lungo i binari. Erano partiti in treno e hanno finito a piedi, niente male.  Il 2 maggio era deragliato il carrello motore di un Napoli-Sorrento all’uscita di Pioppaino. Il 13 luglio 2026 un surriscaldamento dei sistemi energetici di sicurezza ha invece bloccato tutte le tratte per circa un’ora e mezza. L’8 settembre un operaio Eav è rimasto folgorato mentre lavorava sulla linea aerea tra San Giovanni e San Giorgio a Cremano: servizio interrotto e autobus sostitutivi. E ancora prima, il 21 luglio 2025, vicino Villa Regina, un principio d’incendio aveva costretto altri passeggeri ad abbandonare un convoglio lungo la linea. 

La diffida, capirete bene, appare forse un tantino esagerata. Eppure ha colto subito nel segno: il gruppo di Ferraro è diventato “Comitato pendolari vesuviani”, mentre Masturzo ha ribattezzato la sua pagina “Vesuviana State of Mind”.  “Bastava parlarsi, non c'era bisogno della diffida”, hanno commentato giustamente i comitati dei pendolari. Poi hanno spiegato: “Forse è giusto evitare la confusione, ma è certamente gravissimo non garantire i diritti”. E mentre gli avvocati discutevano di nomi e pagine social, ci ha pensato la stessa ferrovia a ricordare perché quelle pagine esistono. Proprio il giorno in cui la storia della diffida è diventata pubblica, un nuovo Stadler partito da Volla e diretto a Baiano ha avuto un problema tecnico. È tornato in stazione e poi è ripartito con un significativo ritardo lasciando i passeggeri imbufaliti sulla banchina. Non c'è bisogno di aggiungere altro, fa già (tanto) ridere così.

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