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Apprezzamenti non richiesti e avances a sfondo sessuale. Un sostituto procuratore della Repubblica, condannato nel 2016 dal Csm per una serie di molestie nei confronti di otto colleghe più giovani è stato riabilitato. Tra le vittime c'erano una magistrata tirocinante, alcune avvocate e consulenti tecniche, una stagista e anche una vittima di reati sessuali, che si era rivolta all'uomo solo per un consiglio.
Ora, come riporta ilSecolo d'Italia, dopo dieci anni, quella condanna è stata annullata. La Sezione disciplinare ha accolto la richiesta di riabilitazione del magistrato, oggi sostituto procuratore generale. Il provvedimento è stato reso anonimo, come prassi dei provvedimenti disciplinari dei magistrati.
Il magistrato era stato sottoposto a censura e trasferimento di ufficio per avere "rivolto avances e imbarazzanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti di otto donne con cui si era relazionato in ambito lavorativo e che si trovavano rispetto a lui in posizione di 2 oggettiva soggezione (una magistrata in tirocinio, avvocate e consulenti tecniche agli esordi della professione, una stagista, una vittima di reati sessuali che si era rivolta a lui per un consiglio)".
La sentenza aveva stabilito che le donne si trovavano nei confronti del magistrato in una posizione di "oggettiva soggezione". Oltre alla censura, era stato stabilito il trasferimento d'ufficio: da pubblico ministero a giudice civile, in un altro ufficio. La condanna era diventata definitiva nel 2017, dopo la pronuncia delle Sezioni Unite civili della Cassazione.
Il magistrato aveva fatto richiesta di riabilitazione già nel luglio 2023. Richiesta rifiutata dal Csm nel 2024. Dopo un anno, però, la Cassazione ha accolto il ricorso. Il trasferimento è una "mera appendice" della sanzione principale e non può impedire la riabilitazione. Riabilitazione che non modifica i fatti accertati nel 2016, ma fa cessare gli effetti disciplinari della condanna.