Su queste donne, mogli dell’Islam, costrette a vivere segregate in casa, che escono solo per andare a fare la spesa, “tanto bastano i soldi” - ce lo insegna il figlio della marocchina di Cadoneghe che non sa una parola di italiano e a cui il sindaco ha negato la cittadinanza - e su queste donne velate e ripudiate, da parte delle femministe che berciano per le vocali, manco una parola. Eppure di storie agghiaccianti è piena anche l’Italia. A Montebelluna, comune in provincia di Treviso, un marito marocchino ha abbandonato la moglie e quattro figli, svuotando loro il conto, vendendo pure la casa, perché «il Corano glielo consente».
Eccerto. Alla faccia della parità che doveva essere ritrovata dopo la riforma del diritto di famiglia nel diritto marocchino del 2004. La moglie, 52 anni, che risiede nel trevigiano da quasi venti, nel giro di poche settimane si è trovata senza marito - e se questo era lo sposo meglio averlo perso - ma manco senza casa e senza soldi. «Non ho nemmeno il denaro per tagliare i capelli a mio figlio», ha raccontato al Gazzettino. Quello che preoccupa è anche la scuola. Le spese. Perché se una donna velata non può manco lavorare, ma di che campa?
La donna ha quattro figli. Di cui uno minorenne. Due vanno a scuola. E son da mantenere. Gli altri due per lavoro vivono fuori. Anche per le tensioni che avevano con il padre. Il punto è che tutto questo, il marito lo può fare. Può agire così impunemente.
FAMIGLIA
Nulla vieta per carità di innamorarsi di un’altra persona e porre fine a un matrimonio, ma in Italia queste faccende son regolate. «Voleva che io andassi in Marocco con lui - ha raccontato la donna - magari lasciando qui i miei figli. Non dovrebbe importarmi il fatto che abbia deciso di sposare un’altra: ha detto che lo può fare e la legge islamica glielo consente. Ma io resto qua». Di donne soggiogate e vittime delle regole ferree che impone l’Islam, l’Italia ne sta conoscendo parecchie.
L’ultima, di cui vi abbiamo ampiamente parlato su Libero, e che è emblematica per far capire il tenore in cui vivono, è la donna marocchina di Cadoneghe, paese in provincia di Padova, che nonostante sia in Italia da quasi vent’anni non sa una parola di italiano. Il sindaco Marco Schiesaro, il 21 settembre scorso, le ha negato la cittadinanza. E anche lì i benpensanti sono insorti. Dicendo che si nega un diritto alla donna. Nel caso invece di una moglie abbandonata dal marito, lasciata senza un soldo, senza un tetto sopra la testa, con quattro figli, nessuno di quelli che ha insultato il sindaco insorge. Ah no. Qui silenzio. Tutti muti.