La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio ad un nuovo giudizio del tribunale del Riesame di Bologna, il provvedimento sulle misure cautelari interdittive per le tre dottoresse indagate dalla Procura di Ravenna nell'inchiesta sui certificati per evitare il Cpr. Venerdì c'era stata l'udienza, in seguito ai ricorsi dei difensori, avvocati Salvatore Tesoriero e Francesca Cancellaro. Le tre indagate avevano avuto interdizioni dalla professione, con sospensione per dieci mesi. L'inchiesta è per falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio.
"L’annullamento, da parte della Cassazione, delle misure a carico delle dottoresse indagate a Ravenna nell’ambito dell’inchiesta sui certificati per i Cpr è un provvedimento importante che evidenzia l’essenzialità della difesa, in ogni momento, della dignità professionale e personale di chi lavora ogni giorno per salvaguardare la salute di tutti. La libertà e l’indipendenza dell’atto medico devono essere sempre garantite: la cura medica e la tutela della salute sono diritti universali, sanciti dall'Articolo 32 della Costituzione, e non possono diventare un reato". Lo si legge in una nota diffusa dalla Funzione Pubblica della Cgil.
Ravenna, marocchino rifiuta la visita per il Cpr e non viene espulso: aveva violentato una 20enne
Ennesimo caso di cronaca da Ravenna. Un 57enne marocchino irregolare sul territorio e sul quale pende un decreto di espu..."Abbiamo sempre espresso solidarietà ai professionisti coinvolti promuovendo presìdi in varie città e continueremo a difendere in ogni sede l'autonomia professionale e il dovere etico dei medici che ogni giorno, con coscienza, competenza e dedizione garantiscono la tutela della salute, a partire da quella delle persone più vulnerabili. Proteggere l’autonomia dei professionisti sanitari significa proteggere la possibilità stessa di esercitare pienamente il diritto alla salute – prosegue Fp Cgil -. Condanniamo la strumentalizzazione politica che è stata scatenata prima di accertare qualsiasi ipotesi di eventuali responsabilità, e riteniamo che i medici non possano pagare un costo professionale e umano per delle scelte, come quelle sui Cpr, che meriterebbero di essere raccontate con chiarezza: questi centri sono dei luoghi disumanizzanti che violano la dignità umana".




